Lorefice (M5S): «Cava Baravitalla è in degrado. Il Ministero dell’Ambiente nega l’evidenza»

Ispica, 28 ottobre 2015 – «Cava Baravitalla versa in stato di degrado e con essa gran parte del territorio sul quale insiste Cava d’Ispica. Abbiamo contattato l’assessorato regionale di pertinenza per avere informazioni in merito al progetto di ripristino della Cava presentato dal Comune di Modica». Una domenica d’ispezione per la parlamentare del M5S, Marialucia Lorefice e gli attivisti di Modica e Ispica. Una passeggiata a cava Baravitalla per toccare con mano la realtà dei luoghi. «Ci sono le parole -dichiara la Lorefice- e, poi, ci sono i fatti. Nulla più dei posti stessi, degli occhi dell’osservatore, delle immagini, può testimoniare bellezza e degrado. Bellezza del territorio e delle testimonianze storico-culturali che lo rendono uno dei più belli al mondo, degrado causato dall’incuria e, in alcuni casi, dall’inciviltà dell’uomo che dimentica l’importanza del passato, della storia, delle radici. A mezzo interrogazione abbiamo portato a conoscenza del Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare, il grave pericolo per l’incolumità degli abitanti della zona e di tutti coloro che accedono a Cava Baravitalla. Avevamo chiesto se il Ministro interrogato non intenda richiedere una verifica dello stato dei luoghi al Comando dei carabinieri per la tutela dell’Ambiente. Il Ministero -sottolinea la parlamentare- ha riposto alla nostra interrogazione sostenendo che va tutto bene, che non ha riscontrato le criticità che avevamo evidenziato con i colleghi parlamentari e che il Comune di Modica ha provveduto a ripulire contrada Baravitalla. Noi abbiamo, tuttavia, deciso di fare un’ispezione sul posto, insieme agli attivisti del M5S di Modica e Ispica. Abbiamo fatto un reportage fotografico che testimonia lo stato di degrado della zona e che contraddice la risposta del Ministero e il fatto che il Comune di Modica avrebbe ripulito la zona. Ci sono rifiuti di ogni genere –testimonia la parlamentare- che ormai sono tutt’uno con il suolo, in evidente stato di decomposizione anche a causa del tempo, in mezzo ossa di animali, animali in decomposizione, materassi, bottiglie. L’area adiacente al ponte crollato non è messa in sicurezza, alcuni blocchi di cemento sembrano essere stati messi lì per evitare il passaggio che è comunque possibile e oltremodo rischioso. Tutt’intorno busti di palme infettate dal punteruolo gettate ai margini della strada, erbacce che occludono i reperti archeologici, assenza di percorsi e di adeguata segnaletica, ove questa è presente le scritte non si vedono, i segnali sono arrugginiti. Manca la sicurezza. Tutto ciò -conclude la Lorefice- rimetteremo all’attenzione dello stesso Ministero dell’Ambiente inviando anche il report fotografico da noi realizzato».

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