Marialucia Lorefice, parlamentare M5S: «Device automatici per diabetici: Non è ancora l’ora»

«Per i nuovi dispositivi digitali per la gestione del diabete c’è ancora da attendere». Questa in buona sostanza la risposta del sottosegretario alla Salute De Filippo all’interrogazione parlamentare presentata da Marialucia Lorefice deputata del M5S. «Il sottosegretario –spiega la parlamentare- ha evidenziato che ancora non si dispone di sufficienti dati scientifici che permettano di esprimersi sul vantaggio derivante dall’uso di questi dispositivi per la popolazione compresa tra 0 e 18 anni. Inoltre, in funzione dell’unico report a disposizione prodotto dall’Agenas, secondo De Filippo: “L’analisi dell’evidenza dimostra che l’utilizzo di questa tecnologia quale più efficace e sicura alternativa non è ancora stato dimostrato. Non c’è evidenza su alcun miglioramento della qualità della vita utilizzando i SAP (Sensor Augmented Pump). L’ingombro sul corpo di un’apparecchiatura sottile ma ancora ingombrante richiede impegno e un onere estetico per il paziente, specialmente nei bambini più grandi e negli adolescenti”. La tecnologia dei Sensor Augmented Pump (SAP) potrebbe in teoria rendere più agevole la vita per i pazienti diabetici –dice la Lorefice-, soprattutto per le fasce più giovani, rispetto alle attuali metodiche, ma bisogna approfondirne le conoscenze. Una risposta importante ma  interlocutoria, quella di De Filippo, che lascia aperta la porta a nuovi studi e ricerche che permettano di affinare metodologie e tecniche al fine di semplificare la vita di tutti quei pazienti che sono colpiti da questa grave patologia. Il monitoraggio  costante -conclude la Lorefice-, la dieta corretta e la terapia medica costituiscono dei pilastri fondamentali nella battaglia contro il diabete al fine di prevenire le conseguenze immediate, ma anche quelle a lungo termine. Auspico che si possa disporre nel più breve tempo possibile di sistemi con monitoraggio e infusione che siano confortevoli per i giovani pazienti, permettano un corretto controllo della malattia e possano essere inseriti dal Ministero per la Salute nei LEA, Livelli Essenziali di Assistenza, in quanto non è pensabile di dover gravare sui bilanci familiari dei pazienti, che già sopportano il grave fardello della patologia».

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