Marialucia Lorefice: violenza sulle donne e criminalità nel ragusano. «Dobbiamo fare di più». Riceviamo e pubblichiamo.

Redazione Due, Roma 23 ottobre 2015.- «Continua chiusura di case d’appuntamento, prostituzione dilagante, aumento delle donne utilizzate come corrieri della droga, violenza su minori, non ultimo il caso del ragazzino quindicenne selvaggiamente picchiato, reo di aver difeso delle amiche». Così Marialucia Lorefice, parlamentare del M5S, alla luce degli ultimi fatti di cronaca, la quale rende noto anche l’impegno profuso nel tempo dal M5S nel coinvolgimento del Ministro dell’Interno. «Sempre di più sono le donne, i minori, le persone più socialmente vulnerabili, come emerge dai casi di cronaca, ad essere vittime dirette e indirette di atti di soprusi e violenza. Sempre le donne ad essere le più sfruttate, i casi di cronaca più pesanti relativi allo schiavismo sessuale in agricoltura vedono come protagoniste, purtroppo e sempre, le donne. Ma non è l’unico allarme nel ragusano. A voler analizzare in maniera più ampia la cronaca quotidiana, non preoccupa meno l’incremento dei furti, delle rapine, del crimine dilagante nelle città iblee con evidente crescita della violenza. E’ da febbraio scorso che portiamo il tutto all’evidenza del Ministro dell’Interno. Ho scritto al Ministro Alfano evidenziando come nonostante le forze dell’ordine facciano giornalmente un lavoro eccellente per garantire la sicurezza del territorio urbano ed extraurbano, l’allarmante situazione permanga. Lo scorso maggio, il Ministro Alfano ha risposto con un elenco di “specifiche iniziative di prevenzione e contrasto poste in essere proprio con la consapevolezza delle peculiarità del territorio ragusano, anche nell’ambito del ‘Progetto Trinacria’” e sottolineando “risultati di rilievo” raggiunti sul fronte repressivo, oltre alle attività al Cpsa di Pozzallo. Mi ha “rassicurata” il Ministro, sul continuo e costante monitoraggio dell’intera provincia e, in particolare, ha concluso dicendo che “in occasione di future assegnazioni di personale saranno tenute in evidenza le esigenze del territorio” ibleo. Bene, riposta convincente nelle parole. Era maggio però e i fatti oggi, sono sempre quelli che mi hanno spinta a scrivergli, basta sfogliare i quotidiani, mi chiedo se non sia questo il momento di agire. Per quanto concerne il problema relativo alla situazione delle donne mi riservo di chiedere all’Asp7 i dati del Codice Rosa per capire se e in che modo la rete messa in atto sia efficiente non solo nel sostegno, supporto e monitoraggio delle problematiche relative alle donne ma se, in effetti, risulti efficace anche nella prevenzione o come strumento dissuasore. Bisogna tenere alta l’attenzione relativa alle donne, alcuni strumenti in provincia di Ragusa ci sono, anche le associazioni lavorano molto bene, ma se non si fa rete, se non si prende atto che adesso è tempo di agire tutti insieme non basterebbe neanche rimpinguare l’organico delle Forze di Polizia. Soprattutto non bastano le risposte, i dati, e le rassicurazioni del Ministro dell’Interno Alfano se il clima di incertezza continua a crescere e destare preoccupazione».

 

 

L’addetto Stampa

Valentina Maci

 

 

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