Metalmeccanici, Sacconi: non possiamo restare negli anni Settanta

ROMA – “Il lavoro continua ad essere, purtroppo, il contenuto più divisivo nelle politiche pubbliche. Il segretario della FIOM Landini ha chiesto alla dimensione politica espliciti pronunciamenti sullo Statuto del lavoro proposto dalla Cgil. Pur rispettando questa organizzazione, raccolgo l’invito di Landini e dichiaro tutta la mia contrarietà a quell’impostazione secondo la quale i vecchi strumenti di difesa dei lavoratori, come l’articolo 18 e l’egualitarismo salariale, dovrebbero essere non solo confermati ma, se possibile, ampliati nella loro portata.
Così come mi appare antistorica la difesa sindacale degli inquadramenti dei lavoratori metalmeccanici risalenti al 1973 e la pretesa di aumenti uguali per tutti. Mentre invece la proposta di Federmeccanica per un welfare complementare robusto a carico soprattutto delle imprese, insieme al diritto esigibile all’apprendimento continuo, rappresenta un modo moderno di tutelare i lavoratori.
Insomma, il mondo cambia e vive forse un salto senza precedenti nella sua evoluzione ma per molta parte della rappresentanza dei lavoratori e degli imprenditori, per quieto vivere, i rapporti di lavoro dovrebbero restare fermi o addirittura tornare indietro a quegli anni Settanta in cui si sono definiti”. Lo scrive Maurizio Sacconi, presidente della Commissione lavoro del Senato, nella sua rubrica quotidiana pubblicata sul blog dell’Associazione amici di Marco Biagi (www.amicimarcobiagi.com).

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