Olio e prodotti agricoli siciliani. Corrao richiede il ritiro del provvedimento Mogherini

L’europarlamentare M5S, prendendo spunto dalle proteste degli agricoltori di Vittoria (Rg) rilancia: “I nostri agricoltori hanno capito chi li prende in giro, i provvedimenti che azzoppano la nostra economia sono avallati dai rappresentanti anche siciliani dei partiti di maggioranza”

Bruxelles 11 febbraio 2016 – “Il giochetto di votare provvedimenti disastrosi per il territorio siciliano senza che nessuno lo sappia pare sia finito. Ieri a Vittoria gli agricoltori siciliani, stremati per le troppe mazzate votate dagli europarlamentari italiani dei partiti di maggioranza hanno fatto sentire la loro voce”. A dichiararlo è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao, autore della strenua battaglia nelle istituzioni europee per contrastare la proposta voluta dal commissario europeo Federica Mogherini del Partito Democratico, di introduzione senza dazio in Europa di 56 mila tonnellate di olio d’oliva tunisino (35.000 mila t, che si aggiungono alle 56.000t). Il provvedimento è stato votato in Commissione Inta, Commissione Commercio Internazionale dagli eurodeputati italiani del Partito Democratico.  “I cittadini hanno preso consapevolezza di chi li prende in giro – sottolinea Corrao – . Noi continuiamo nella nostra azione ferma di opposizione a qualunque provvedimento azzoppi ancora di più la nostra economia. Concretamente stiamo predisponendo la richiesta di ritiro della proposta della Mogherini e in più chiederemo alla Commissione Europea interventi mirati a risolvere la grave situazione in cui versano gli agricoltori. Gli agricoltori siciliani e i nostri prodotti sono i primi ad essere sacrificati e colpiti dal deprezzamento ogni qualvolta che l’UE deve infliggere sanzioni, come sta facendo con la Russia, o stringere accordi di libero scambio come l’UE-Marocco, o peggio ancora, giustificare l’aumento delle quote di olio tunisino come aiuto allo sviluppo. Cosa non vera viste le dichiarazioni di De Castro (S&D) (PD Agri) il quale ha chiaramente detto che la Tunisia avrebbe voluto aiuti di ben altro tipo, ad esempio nel settore turistico. Una cosa è fare comunicati spuri, come fanno i rappresentanti del PD in Sicilia, annunciando votazioni a favore del dimezzamento delle quote dell’olio tunisino – spiega ancora Corrao – altra cosa sarebbe stata invece stoppare la proposta all’inizio del suo iter. A questo punto l’unico che potrebbe mettere una pezza a questa schizofrenia del PD non può che essere il capogruppo dell’S&D Gianni Pittella. Pittella ha l’occasione di bloccare il provvedimento con il voto contrario del gruppo S&D che presiede, dimostri che è un degno rappresentante della circoscrizione che lo ha eletto (quella meriodionale, ad alta produzione di olio) e  non di essere succube di Schulz e delle manovre di affaristi e privati. La misura dell’olio tunisino – conclude l’aurodeputato alcamese – favorisce solo qualche multinazionale che quell’olio lo commercializzerà e non i piccoli produttori tunisini”.

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