On. Nino Minardo: “Buona Scuola”. Le nuove regole sulle supplenze rischiano di riportare la scuola italiana indietro di 20 anni

Un’interrogazione al Ministro dell’istruzione per chiedere di rivedere i contenuti dell’art. 7 del Capo III del DDL sulla “Buona Scuola”  indicante la chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici. E’ quella presentata dall’on. Nino Minardo che evidenzia come questo punto introduce un criterio di scelta non idoneo a rispettare il merito dei docenti. In questo modo, peraltro, sottolinea l’on. Minardo, la chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici consente agli stessi di attingere da ‘albi regionali’ in barba alle graduatorie di merito. In questo modo si affida ad un dirigente scolastico un potere di scelta che invece spetta e deve spettare ad una apposita commissione esaminatrice, la quale formula una graduatoria di merito che tiene conto di molti titoli e di vari esami; viceversa, con una novità che non conosce eguali nella pubblica amministrazione, si dà al dirigente scolastico la libertà di ignorare qualsiasi graduatoria pubblica che non è fondata sulla decisione di un singolo ma su vari esami e su una pluralità di titoli. Per non parlare poi del fatto che la chiamata diretta prefigura nelle scuole il regno dell’arbitrio, delle preclusioni ideologiche e del favoritismo. Cosa inaccettabile che fa regredire il mondo della scuola piuttosto che evolversi. Nell’interrogazione l’on. Nino Minardo ha anche chiesto di riconsiderare il meccanismo prefigurato dal ddl che prevede che i docenti siano attinti da un albo territoriale con rinnovo dell’incarico ogni triennio;   questo, secondo Minardo, avrà effetti negativi non solo sulla continuità didattica ma sulla qualità dell’insegnamento.

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