Partito Democratico, Circolo di Acate: “Tra gioco delle tre carte, coniglietti pasquali che saltellano da un partito all’altro ed inciuci a cinque stelle”. Riceviamo e pubblichiamo.

Acate (Rg) 8 aprile 2015.- Non era questa l’Amministrazione Comunale di cui aveva bisogno Acate, e tutti i cittadini lo hanno capito. Il paese è alla deriva, è povero, culturalmente, socialmente ed economicamente. Nel contesto della pochezza etica e politica del pessimo Raffo e dell’opposizione grillina, all’ultimo Consiglio Comunale abbiamo assistito all’ennesima pantomima. Nel gioco (fallito) delle tre carte fatto dal “maghetto” sindaco, alla fine tocca al consigliere Biagio Licitra la Presidenza del Consiglio: gli auguriamo “buon lavoro” e lo invitiamo a “guidare” il Consiglio Comunale con imparzialità e fermezza, come la legge gli impone, come è particolarmente necessario, nel momento più difficile per il paese. Ma questo è frutto del deserto politico che c’è ad Acate. Il despota Raffo senza il suo pulpito è povero. Cerca di inventarsi qualcosa, ma ormai è senza più argomenti, senza un piano sui rifiuti, bugiardo sfacciato sulle indennità, sul cimitero, sugli incarichi, sulla scuola, sulla zona artigianale, sullo sviluppo, sulla crescita. Ed i signori pentastellati che si arrogano il diritto di rappresentare il nuovo della politica… alla prima occasione vanno ad inciuciarsi con il “vecchio”. Auguri inciuciati!!! In tanti lunedì attendevano l’approvazione di un  Regolamento del Cimitero idoneo, che eliminasse i problemi evidenziati dai tecnici locali inascoltati; invece ne è stato approvato uno già “difettoso” in partenza, forse inapplicabile. Che creerà problemi ai cittadini ed agli operatori; forse maggiori costi per i cittadini. Ed è questa la vera specializzazione dell’Amministrazione Raffo: rendere la vita degli acatesi più difficile e più costosa. Colui che ha ormai acquisito (con pieno diritto) il titolo di “tassatore”, non ha risolto un solo problema, dando la colpa agli altri (già sempre “gli altri”). Così per i rifiuti. Chiacchere, solo chiacchere. E intanto la raccolta differenziata giace abbandonata, sempre peggio (come si vede guardando i cassonetti). Acate è lo specchio del suo sindaco: povera, abbandonata a se stessa, senza idee, senza etica politica, persino senza maggioranza. Una rivoluzione di francese memoria lo relegherebbe in esilio. Invece è lui, il “despota” ad avere esiliato gli acatesi.

 

 

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