Povertà. Poletti: “Consapevoli dell’urgenza di intervenire; già avviato confronto per dotarci di un Piano nazionale per il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale”

Roma, 15 settembre 2015 – “Siamo ben consapevoli dell’urgenza di intervenire nel contrasto alla povertà e siamo molto attenti all’analisi e alle proposte della Caritas”. Ad affermarlo è il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, in occasione della presentazione del Rapporto 2015 sulle politiche contro la povertà in Italia di Caritas Italiana. “E’ da tempo, peraltro, che con Caritas e con gli altri soggetti dell’Alleanza contro la povertà, oltre che con le parti sociali e i diversi livelli di Governo, abbiamo avviato un confronto aperto con l’obiettivo di dotarci, a breve, di un Piano nazionale per il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, il primo di questo genere nel nostro paese, che ha un orizzonte strategico di medio periodo; ma già dalla prossima Legge di stabilità cercheremo di avviare interventi seri, strutturati e sostenibili che possano segnare un cambio di passo” -ha aggiunto il Ministro, sottolineando come “l’azione di Governo, anche quando non direttamente volta al contrasto alla povertà estrema, è caratterizzata da una evidente inversione di tendenza rispetto al passato”.

“Molti degli interventi del jobs act -precisa il Ministro- hanno chiari effetti di riduzione della povertà: si pensi alla riforma degli ammortizzatori sociali, dalla universalizzazione della NASPI, che copre molte figure che altrimenti sarebbero rimaste senza reddito, all’introduzione, per la prima volta nel nostro paese, di un sussidio di disoccupazione di natura non previdenziale, l’ASDI, destinato proprio ai disoccupati più bisognosi che abbiano esaurito gli altri sussidi; per non dire di tutti gli interventi che facilitano l’occupazione, migliorano l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e puntano all’accrescimento dell’occupabilità dei lavoratori più fragili. Non bisogna infatti mai dimenticare che la via principale per l’uscita dalla povertà è il lavoro.”

“Ma anche in materia di politiche sociali -aggiunge Poletti- non si può dire che il Governo sia stato fermo: per la prima volta da quando sono nati, Il Fondo politiche sociali e il Fondo per le non autosufficienze sono stati resi strutturali e il finanziamento del 2015, includendo anche le risorse per i nidi e gli altri servizi per la prima infanzia, è salito a oltre 800 milioni: ricordo che a legislazione vigente si trattava di fondi azzerati! Abbiamo poi presentato alla Commissione europea, che ce l’ha approvato, un programma operativo per l’utilizzo dei Fondi strutturali -il PON Inclusione, per oltre 1 miliardo di euro nel periodo 2014-20- il cui obiettivo è finanziare i servizi territoriali per l’inclusione e l’attivazione delle famiglie in condizione di povertà: riteniamo, infatti, che il sostegno al reddito da solo non sia sufficiente a far uscire le persone dalla povertà e che sia necessaria un’offerta di servizi, aperta alle risorse della comunità, che sia in grado di farsi carico complessivamente del bisogno espresso”. Poletti ricorda che ci si sta occupando anche dei più fragili tra i poveri: i senza dimora, invisibili anche alle statistiche. “Stiamo per pubblicare -sottolinea il Ministro- linee guida per l’intervento in loro favore che ribaltano la prospettiva, spostandola dall’emergenza all’housing first, sulla base delle esperienze più avanzate disponibili a livello mondiale. Anche in questo caso finanzieremo i servizi territoriali coerenti con questa impostazione, in particolare con le risorse del Fead, fondo europeo per gli indigenti, la cui finalità principale resta comunque la distribuzione di beni alimentari agli indigenti, operata da associazioni ed enti come la stessa Caritas ed il Banco Alimentare, per la quale siamo stati tra i più attivi in Europa”.

“Insomma -conclude Poletti- l’azione del Governo è su più fronti e non è destinata a fermarsi”.

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