Protesta contro scelte Asp area iblea, l’on. Ragusa: “Leso il diritto alla salute”

La protesta contro le scelte dell’Asp nell’area iblea, l’on. Ragusa: “Se permane questo stato di cose, il nostro partito, l’Udc, a livello regionale chiederà la rimozione del manager dall’incarico. Nessuno può permettersi di ledere il diritto alla salute dei nostri concittadini”

RAGUSA – “La gestione della Sanità in provincia di Ragusa continua a lasciare parecchio a desiderare. Non è possibile che un sindaco sia costretto allo sciopero della fame dal fatto che il manager dell’Asp non rispetti quanto espressamente contemplato negli indirizzi contenuti nella rete ospedaliera siciliana a tutela della logica degli ospedali riuniti, temendo che il nosocomio cittadino, in questo caso il Regina Margherita, possa essere sguarnito. E, lo diciamo subito a scanso di equivoci, siamo pronti a fare le barricate anche a Scicli“. L’on. Orazio Ragusa alza la voce con riferimento alle scelte del direttore generale dell’Asp 7.
Le soluzioni, lo ribadisco – continua l’on. Ragusa – erano già state individuate con la pubblicazione della rete ospedaliera in Gazzetta ufficiale. Ci dicano perché non è stato dato alcun seguito a queste indicazioni oppure se esiste un chiaro intento di danneggiare la Sanità iblea. E questo, naturalmente, non lo possiamo permettere a nessuno. Ecco perché affermo che, se permane questo stato di cose, come partito, l’Udc, a livello regionale, attraverso i nostri vertici, che proprio oggi saranno a confronto con il presidente Crocetta, chiederemo in maniera ufficiale la rimozione del manager dall’incarico. Vale la pena di sottolineare che nell’area iblea non siamo stati abituati a risolvere le problematiche più scottanti con simili eclatanti proteste. Nessuno può indurre un sindaco a digiunare per difendere un legittimo diritto della comunità amministrata. Ecco perché sosteniamo che, sulla delicata questione, non c’è stata alcuna trattativa. Il manager ci spieghi perché la politica è stata tagliata fuori. Occorre riconoscere, sino in fondo, la disponibilità dei rappresentanti istituzionali dell’area iblea al confronto. Ma la difesa del diritto alla salute non può essere messo in discussione. Per cui utilizzeremo tutte le forme civili di protesta e dissenso per chiedere al manager di applicare quanto previsto dalla rete ospedaliera facendo esplicito riferimento alla filosofia degli ospedali riuniti che, ad esempio, dovrebbe permettere di snellire la massa di lavoro delle Chirurgie di Vittoria e Modica. Così facendo, però, i posti letto previsti a Comiso e Scicli rischiano di essere trasferiti altrove. E questo non lo consentiremo a nessuno. Chiediamo, quindi, la revoca immediata della delibera Asp n. 705 del 26 marzo scorso che svuota totalmente di significato la operatività degli ospedali di Scicli e di Comiso“.

Print Friendly, PDF & Email