Ragusa. Considerazioni di Agosta e Stevanato sull’approvazione del piano della rete ospedaliera

Si ritengono opportune alcune riflessioni, condivise con molti esponenti del gruppo consiliare al Comune di Ragusa, sul piano della nuova rete ospedaliera approvato dal Ministero

RAGUSA – Una serata, quella di lunedì, nella quale le notizie si sono accavallate in disordine, l’unica certezza è che il piano della rete ospedaliera regionale, approvato dalla Giunta Crocetta, è stato approvato dal Ministero.
Nonostante questo, non sono allontanati gli echi di una approvazione in Commissione Sanità che ha lasciato l’amaro in bocca ad alcuni componenti, come quelli del gruppo 5 Stelle, che non hanno ravvisato i tempi idonei ad un attento esame dell’atto.
Ma recuperato in extremis il numero legale, i partiti che sostengono il governo regionale hanno proseguito la seduta, arrivando ad esitare positivamente l’atto: questo non ha significato una piena comprensione dello stesso e le innumerevoli precisazioni e l’appellarsi a refusi di vario tipo hanno fatto emergere la sostanziale mancata attenta lettura delle 56 pagine di piano.
Se, in prima battuta, l’atteggiamento dei parlamentari 5 Stelle poteva essere scambiato per una forma di ostruzionismo, l’evolversi degli eventi e la rassegna di comunicati lanciati sull’argomento fanno capire che si è andati letteralmente a tentoni.
I partiti di governo, il Partito Democratico in particolare, hanno dato l’ennesima dimostrazione di una gestione della cosa pubblica e della politica che impressionano.
Segnatamente per quello che riguarda il nostro territorio si è assistito ad un balletto di dichiarazioni da fare rabbrividire.
Nessuno ha voluto sottolineare che il Ministero pare abbia raccomandato di attenersi esclusivamente al decreto Balduzzi. In sostanza sono state recepite le eccezioni sollevate in occasione della presentazione del piano da parte dell’amministrazione comunale di Ragusa, segnatamente dal Sindaco Piccitto e dall’allora Presidente del Consiglio Iacono che, proprio sulla mancata adesione alle norme della Balduzzi, fissarono l’attenzione per un piano che risentiva delle pressioni politiche delle singole aree del territorio.
L’ultimo aggiustamento, dopo i tanti che hanno riguardato malattie infettive, otorino e altre specialità, è stato quello dell’assegnazione di chirurgia vascolare e neurologia con spoke a Ragusa, ospedale di primo livello, baricentrico rispetto al territorio, unitamente alla struttura complessa di oculistica.
Non è che riteniamo chiusa la vicenda, considerate le meraviglie alle quali abbiamo assistito, non ci stupiremmo se ci fossero delle limature per aggiustare il tiro per alcuni reparti, soprattutto in vista della campagna elettorale, ma ci piace sottolineare come questa particolare vicenda abbia messo a nudo particolari che denotano lo scarso decoro politico e la credibilità di molti politici.
C’è stato sì un aggiustamento, perché pare che siano stati restituiti a Modica 8 posti di osservazione breve, una misura applicata sul tavolo del Ministero per ovviare alla banalità di una astanteria senza letti di degenza.
Ma di questo nessuno ne aveva parlato, forse perché nessuno si era accorto della discrasia, se non dopo l’alzata di calici per l’approvazione in giunta.
Plateale era stata, invece, in conferenza stampa, la presa di posizione del Presidente della Commissione Sanità, l’on.le DiGiacomo del partito Democratico, che aveva battuto i pugni sul tavolo per affermare che lo spostamento dei tre reparti dall’ospedale di Vittoria era solo un refuso sulla stampa dell’atto.
Ove fosse stata mantenuto questo errore, DiGiacomo avrebbe fatto scoppiare la guerra, cosa che fino a ora non è dato vedere, non solo perché non ci sono mezzi militari in circolazione ma anche per la lettura di un comunicato dello stesso Presidente dove si festeggia l’approvazione ministeriale senza accennare ai refusi che, pare, siano stati pure loro approvati e confermati dal Ministero che pure ha apportato la modifica per Modica.
A questo punto ci chiediamo come mai i solerti rappresentanti in Consiglio Comunale di Ragusa del Partito Democratico, (partito, ci piace ricordare, del Presidente della Regione, dell’assessore regionale alla sanità e dello stesso Presidente della Commissione competente),segnatamente il capogruppo sempre pronto a censurare e stigmatizzare l’operato di consiglieri, amministratori e, in genere, dei politici a 5 Stelle non esprimano il consenso per le scelte che hanno privilegiato Ragusa, sia pure per adesione al decreto Balduzzi e, invece, non prendano le distanze da atteggiamenti e dichiarazioni che poco hanno a che fare con il decoro e con la credibilità politica, oltre ad essere cartina al tornasole di una attività politica improntata al più becero asservimento alle gerarchie superiori di governo e del partito, che ha fatto tralasciare di analizzare bene l’atto che si doveva approvare in Commissione.
Ora ci tocca anche sentire che, pur mantenendo i saldi e in assoluto rispetto della Balduzzi, ci potranno essere degli aggiustamenti sulla base di particolari istanze del territorio.
Ancora una volta una gestione della sanità improntata a tutelare interessi di parte e di territorio, finalizzata a preservare, contrariamente alle tendenze, le piccole strutture semplicemente per abbellimento del proprio feudo elettorale, senza una visione della sanità aperta all’innovazione, alle vere professionalità e alla tutela della salute, disperdendo energie e risorse per interessi particolaristici.

Massimo Agosta – Maurizio Stevanato, Consiglieri Comunali di Ragusa Movimento 5 Stelle

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