Ragusa, D’Asta controreplica a Piccitto su variazioni di bilancio

Riceviamo e pubblichiamo 

Il capogruppo del Pd, Mario D’Asta,  risponde per le rime alle accuse lanciate dal primo cittadino che l’altro ieri, subito dopo la conferenza stampa dell’opposizione, ha tenuto un’altra conferenza stampa per controreplicare alle affermazioni della minoranza.

“I grillini sono maestri nel rigirare la frittata. Il dato politico è uno e uno soltanto. La maggioranza, che accusa disagi, tra alti e bassi, ormai da quasi un anno, si è ormai sfaldata. E il caso più eclatante è quello legato alla bocciatura delle variazioni di bilancio. Quindi, il sindaco Federico Piccitto, piuttosto che digrignare i denti, farebbe bene ad addivenire a più miti consigli e a farci sapere, piuttosto che lanciare accuse, in che modo intende amministrare la città nel prossimo futuro. Si cerchi un’altra maggioranza, se non la trova si dimetta altrimenti ad interessargli non è il destino di Ragusa ma la sua poltrona”.

“Il dato oggettivo, purtroppo per Piccitto – sottolinea ancora D’Asta – è che il sindaco non ha i numeri per governare. Tutti i mesi che ancora rimangono da qui alla fine del mandato, saranno tutti in salita. Se la maggioranza del sindaco si è sfaldata ci sarà un motivo. Anche parte del movimento Cinque Stelle lo ha sfiduciato. A noi non interessa quale il motivo ma prendiamo atto dell’aspetto politico che, adesso, più che mai, responsabilizza la minoranza a svolgere un ruolo attivo. Naturalmente rispediamo le accuse del primo cittadino al mittente e auspichiamo che a prevalere possa essere il buon senso. Solo così Ragusa, già fiaccata da anni di questa “non amministrazione” grillina, potrà contare su un minimo di speranza per il prossimo futuro. Rispetto alle misure correttive delle variazioni di bilancio, poi, acquisiti tutti gli elementi, non si preoccupi il sindaco perché, da buona opposizione, così come abbiamo già precisato, faremo avere le nostre proposte. Piccitto, ad ogni modo, ci dica se intende cambiare maggioranza o se si vuole dimettere. Perché in questo modo, per la sua Amministrazione, sembra impossibile andare avanti”.

Print Friendly, PDF & Email