Ragusa. Laboratorio 2.0: “Pista ciclabile nel tratto dismesso della vecchia ferrovia Ragusa-Chiaramonte, che fine ha fatto il progetto?”. Riceviamo e pubblichiamo

RAGUSA – Con l’approssimarsi della bella stagione le strade di Ragusa saranno popolate da un altissimo numero di sportivi, ciclisti per la precisione, che da amatori o agonisti si troveranno a percorrere le strade insieme alle auto, rischiando la vita. Il 22 novembre del 2014, in via Achille Grandi, nei pressi di un centro commerciale, moriva Peppe Cicciarella, travolto mentre era in sella alla sua bicicletta. La notizia sconvolse l’intera città dato che Peppe era persona speciale e amica di tutti, ma anche perché via Achille Grandi non è solamente il tratto iniziale della strada che si deve percorrere per arrivare a Marina di Ragusa, ma è all’interno della cinta urbana della nostra città; anzi, oggi, andrebbe considerata una zona “centrale”, per la quantità di traffico e per il numero di esercizi commerciai che lì operano. Pochi giorni dopo la tragedia si parlò di organizzare una qualche iniziativa da dedicare a Peppe Cicciarella. Tra le tante idee spiccò quella di realizzare una pista ciclabile a Ragusa sfruttando il tracciato della vecchia ferrovia dismessa tra Ragusa e Chiaramonte.
La proposta passò dal Consiglio comunale (l’approvazione nel Piano triennale Opere pubbliche avvenne in realtà prima dell’incidente che costò la vita a Cicciarella) e a dicembre del 2014 l’amministrazione comunale conferì a tre tecnici di Palazzo dell’Aquila l’incarico di redigere un progetto preliminare, pensando a un importo di 5milioni e 500mila euro. Idea bellissima quella della pista ciclabile nel vecchio tracciato della ferrovia perché, se concretizzata, consegnerebbe alla città un percorso ciclabile che andrebbe dalla stazione fino alla parte alta della città, in via Montale, consentendo a numerosi ciclisti di praticare questo sport in assoluta sicurezza potendo beneficiare sia di tratti inseriti nel contesto urbano ché di quelli in area di campagna.
A quasi tre anni dall’approvazione dell’idea in Consiglio comunale con il Piano triennale, ci piacerebbe sapere che fine ha fatto quell’idea e se l’amministrazione comunale è ancora disposta a puntarci sopra, anche nel ricordo di persone come Peppe Cicciarella.

Il vice presidente Lab 2.0, Livio Tumino

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