Ragusa. Lorefice e Ferreri (M5S): “La salute è un diritto e non una partita a scacchi”

In foto Vanessa Ferreri, deputata all’Ars

Ragusa, 23 settembre 2015 – «Il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione e non se ne può fare una questione di campanile». La parlamentare del M5S, Marialucia Lorefice, e la deputata all’Ars del M5S, Vanessa Ferreri intervengono sulla sanità iblea: «Le recenti polemiche sulla bozza di atto aziendale presentato dalla Direzione Generale dell’ASP di  Ragusa meritano un approfondimento ed un momento di riflessione. In prima istanza dobbiamo segnalare con rammarico che, nonostante la richiesta inoltrata dalla portavoce all’ARS del M5S, nonché segretario della VI Commissione Regionale, Vanessa Ferreri, a tutt’oggi non disponiamo della proposta di atto aziendale. Questo, di per sé, costituisce un atto grave, infatti, non ci è possibile entrare nel merito della proposta, né intendiamo parlare per sentito dire. Non si confà al nostro modo di agire e di intendere la politica. Possiamo, tuttavia, esprimere alcune considerazioni di carattere generale. In questi giorni concitati più o meno tutti hanno espresso la loro opinione. La conferenza dei sindaci si è spaccata sulla relazione da presentare non riuscendo a trovare un punto d’accordo. Inoltre, e questo è forse l’aspetto più interessante, molti dimenticano di appartenere a forze politiche che sul territorio si battono per la conservazione delle realtà comunali, mentre a livello nazionale determinano “tagli” alla Sanità per 2.5 miliardi di euro spacciandoli per “risparmi”. La riduzione dei posti letto è dovuta a provvedimenti nazionali. Questi tagli ai posti letto sono il frutto di tali provvedimenti ai quali il M5S si è opposto in tutte le sedi. Coloro che in questi giorni esprimono contrarietà sono gli stessi che o governano il Paese, o non mancano di fare da stampella al Governo al momento opportuno. Dovrebbero ricordarsi che ciò sta accadendo è anche frutto di politiche scellerate, di continui tagli in sanità. E i tagli non possono che avere come conseguenza situazioni del genere, in cui gli operatori non lavorano, la gente non si cura, gli ospedali vengono chiusi».

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