Ragusa. Marino: “La maledizione dell’ascensore di via Roma”

La consigliera Marino: “Ieri pomeriggio ha piovuto ed è di nuovo fuori servizio”

RAGUSA – “Se non è una maledizione poco ci manca. Quello tra la città di Ragusa e l’ascensore di via Roma è un amore che, a quanto sembra, non si potrà mai consumare. Basta un nonnulla e l’elevatore entra in tilt. E non funziona più”. Lo dice la consigliera comunale Elisa Marino dopo avere appurato che anche ieri sull’ascensore in questione, dopo che aveva imperversato un violento temporale, era affisso il bollino rosso con la scritta “Fuori servizio”. “Ora, dando per scontato che un guasto può sempre accadere – dice Marino – appare fin troppo evidente che su questo ascensore sono precipitate, in un colpo solo, tutte le maledizioni tecnologiche della nuova era. Da quando esiste, infatti, ne ha viste di tutti i colori. Prima è rimasto fermo per parecchi anni. Quasi s’era persa la speranza di vederlo riattivato. Per fortuna, poi, con l’avvento della rivoluzione grillina si puntava a risolvere il tutto. Solo che, forse, qualche calcolo non ha funzionato. Infatti, dopo l’inaugurazione delle scorse settimane, l’ascensore, qualche ora dopo, già non funzionava più. E lo stesso è accaduto qualche giorno dopo. Ora, alla prima pioggia di una certa consistenza, la struttura ha fatto registrare un altro stop. Occorre, di nuovo, l’intervento dei tecnici. E fino a quando resisterà? A Ragusa, purtroppo, piove abbastanza spesso. Per cui, dopo ogni evento atmosferico del genere, l’ascensore si bloccherà? Se è così, non va bene per niente. Chiediamo all’Amministrazione comunale di intervenire. Anche per valutare i motivi per cui l’ascensore farebbe acqua un poco da tutte le parti nel senso che non appena inizia a piovere, per come mi hanno riferito, chi ha avuto la fortuna di usare l’ascensore mentre ancora funzionava si è ritrovato zuppo visto che si registravano perdite ovunque. Speriamo che si riesca a trovare la persona giusta che esorcizzi l’ascensore da tutte le maledizioni del caso. Perché a questo punto, forse, ci vorrebbe proprio un intervento del genere”.

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