Ragusa, Piazza San Giovanni. Un pacchetto di proposte per aiutare l’amministrazione comunale a rendere più vivibile il sito

“SENZA UN SERIO PIANO DI RIQUALIFICAZIONE E DI RECUPERO E SENZA ADEGUATE POLITICHE ABITATIVE PIAZZA SAN GIOVANNI CONTINUERA’ A GENERARE PROBLEMI DI ORDINE PUBBLICO A NON FINIRE”: “RAGUSA IN MOVIMENTO” E “AREA IBLEA PEPPE MARINO” PRESENTERANNO UN PACCHETTO DI PROPOSTE PER AIUTARE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE A INVERTIRE QUESTA DISASTROSA TENDENZA

RAGUSA – Il movimento politico “Ragusa in movimento” e l’associazione culturale “Area iblea Peppe Marino”, ritenendo che la situazione in piazza San Giovanni e più in generale nel centro storico superiore della nostra città, stia degenerando, nonostante l’impegno delle forze dell’ordine, oltre a reiterare la richiesta dell’istituzione del poliziotto o del carabiniere di quartiere, prende atto che il Comune si sta sforzando di fornire delle prime risposte all’emergenza ordine pubblico che purtroppo continua ad imperversare in questa porzione della città. “Abbiamo notato – dice il presidente di Ragusa in movimento, Mario Chiavola – che, oltre all’intensificazione dei controlli da parte degli agenti di polizia e dei militari dell’Arma, anche la polizia locale sta cercando di fornire il proprio contributo con la presenza di un presidio costante. Ma è chiaro che ancora, tutto questo, non può bastare”. Ed ecco perché Giuseppe Iacono, della stessa associazione, annuncia che, nei prossimi giorni, saranno presentate delle concrete proposte di riqualificazione dell’area. “Proposte che – spiega Iacono – non hanno costi esorbitanti ma che possono darci una mano nella risoluzione di questa spiacevole situazione. Purtroppo, ogni giorno che passa, raccogliamo le sofferenze dei nostri concittadini che, abitando l’area in questione, si vedono privati anche della possibilità di fare una passeggiata durante le ore serali perché letteralmente terrorizzati da quanto sta accadendo. E non se la sentono di correre rischi per la propria incolumità. Non è una esagerazione. Ma ci sono intere famiglie che la sera, nonostante il clima estivo invogli a fare tutt’altro, decidono di rimanere a casa. E questo non è concepibile. Dobbiamo tutti contribuire a dare una mano per invertire una tendenza che, altrimenti, rischia di diventare difficilmente recuperabile. E questo può succedere se ci si sforzerà di modificare le politiche abitative di questa zona di Ragusa che, ormai, e non lo scopriamo certo noi, è diventata un ghetto e dove la concentrazione di persone che non hanno nulla da perdere porta alla creazione di dinamiche negative come, tra l’altro, testimoniato dal grave episodio dell’accoltellamento ai danni di una ragazza martedì sera (il presunto responsabile è stato assicurato alla Giustizia proprio in queste ore). Dobbiamo riappropriarci di questo spazio della città. E ciò potrà succedere solo se saremo tutti compatti nell’andare avanti verso l’unica direzione possibile, quella del recupero e della riqualificazione”.

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