Ragusa. Tasi e Tarsu, Laboratorio 2.0: “Per Piccitto i ragusani come bancomat, mentre le contrade sono abbandonate”. Riceviamo e pubblichiamo

RAGUSA – C’è da chiedersi cosa ne pensano i cittadini delle periferie, soprattutto di quelle aree che erano contrade e che oggi sono parte integrante della città, in merito all’aumento della Tassa per i Servizi Indivisibili. Un incremento di 2milioni e mezzo di euro in due anni, con i quali si pagano anche le politiche culturali (quali poi sarebbe da vedere), lo sport, la lotta al randagismo. Ma alcune zone della città rimangono abbandonante o curate solo per placare qualche lamentela.
E’ il caso di via padre Giovanni Tumino, che collega via Aldo Moro a via Montale (SP 10 per Chiaramonte) in contrada Annunziata.
Non solo il manto stradale è danneggiato nonostante la strada sia stata oggetto di lavori circa quattro mesi fa (come segnalato anche da altri consiglieri comunali) ma è completamente assente l’illuminazione ed è priva di altri servizi.
Per cosa pagano esattamente i cittadini che lì risiedono? E quelli delle altre contrade che si trovano nelle stesse condizioni?
Lo abbiamo detto qualche giorno fa e lo ribadiamo: l’amministrazione Piccitto s’è convinta che i cittadini sono come degli sportelli bancomat dai quali prelevare risorse senza dare nulla in cambio. Con l’aggravante che il denaro che viene chiesto loro per la TASI o per la TARI viene poi speso in altri settori, certamente importanti, ma i cui fondi dovrebbero essere il risultato di programmazione politico-economica e non direttamente della tassazione con una pressione così elevata.
Come commentare, poi, la rapidità d’intervento del Comune per le segnalazioni? Parliamo sempre di via Giovanni Tumino: vogliamo sapere quanto tempo passerà ancora per avere l’illuminazione in quella contrada, necessaria per il recupero di vivibilità lì come nelle altre zone dimenticate della città.

Laboratorio politico 2.0

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