Ragusa. VotoFacile replica alle dichiarazioni di Peppe Calabrese. Riceviamo e pubblichiamo

RAGUSA – Con il presente comunicato, VotoFacile vuole replicare alle dichiarazioni circolate di recente, a valle dell’esito della prima consultazione sulla destinazione del City, che, riprese dagli organi di stampa locali, hanno innescato la proliferazione di luoghi comuni e messaggi imprecisi, che rischiano ancora una volta di minare il processo di innovazione digitale in corso con il progetto pilota con il Comune di Ragusa.

Partiamo dall’Assioma n.1: VotoFacile non è uno strumento di partito. Se il Comune di Ragusa avesse avuto un’Amministrazione differente, VotoFacile sarebbe stata proposta ugualmente e alle medesime condizioni (a titolo gratuito). Comprendiamo il gioco delle parti tra opposizione e Amministrazione, ma da cittadini non abbiamo bisogno di polemiche continue mosse a prescindere, per la mera prassi di dover andare contro e criticare sempre e comunque l’operato dell’Amministrazione del momento, che ha accolto la proposta di sperimentazione del servizio.

Assioma n. 2: VotoFacile è uno strumento con valenza consultiva, nessuno ha mai detto che gli esiti delle votazioni saranno ratificati o che l’Amministrazione dovrà subire passivamente il risultato specifico. Lo scopo, dichiarato pubblicamente e ripetutamente, è quello di avere un canale agevole e ripetibile tra Amministrazione e amministrati, per capire quale sia la posizione dei secondi rispetto ai temi proposti.
L’esito sulla destinazione del City, per esempio, non ha fornito indicazioni univoche, quello su Piazza Cappuccini sì. In entrambi i casi, sarà l’Amministrazione a decidere, ma almeno si è offerta la possibilità ai cittadini di poter contribuire all’orientamento finale.

Fatte queste due puntualizzazioni, passiamo alla rubrica “TUTTI A SCUOLA” (permetteteci un po’ di sana ironia): si è parlato di statistica, di regole, di rigore, di numeri e francamente nei ragionamenti proposti non c’è traccia di “approccio scientifico”.
Innanzitutto, è evidente che il numero esiguo di registrati e di votanti non rappresenti ANCORA un campione significativo, nessuno potrebbe sostenere il contrario. Ma chi enfatizza questo aspetto, si è posto la domanda se il campione di consultazioni concluse a oggi sia già sufficiente per emettere un giudizio lapidario e definitivo sull’iniziativa? E’ come se chi inizia una dieta, si pesasse dopo il primo giorno e decidesse subito che è stato un fallimento, perché l’ago della bilancia non si è mosso…serve tempo, bisogna superare ostacoli di vario genere, non in ultimo i ripetuti interventi da campagna elettorale (vedi assioma n.1: VotoFacile non è schierato politicamente, è una piattaforma politicamente indipendente e neutrale).
Se si vuole rimanere in ambito statistico, perché non tirare in ballo il concetto di “proxy”, che, per semplificare, potremmo accostare alle proiezioni degli exit poll; gli exit poll non sono un’anticipazione ufficiale e definitiva del voto, ma ne rappresentano un’approssimazione statistica, in base a un campione esiguo di intervistati; e nella maggior parte dei casi reali di elezioni, dopo lo scrutinio di meno della metà dei seggi, si ha già un dato molto vicino a quello definitivo. Insomma non serve il 100% dell’elettorato attivo per avere indicazioni affidabili sull’orientamento generale della popolazione residente.
Dopo la statistica, viene la matematica. Sono stati messi a confronto i circa 140 voti con addirittura 70.000 cittadini: non sarebbe più corretto parlare di elettorato attivo e non di numero di residenti? Inoltre chi spara a zero sul voto digitale ha riflettuto sul fatto che l’alternativa tradizionale sarebbe mettere a disposizione (su base settimanale, se vogliamo mantenere il ritmo delle consultazioni per i ragusani su VotoFacile) l’aula consiliare per invitare l’elettorato a discutere tutti insieme del City, poi di Piazza Cappuccini, poi del piano di mobilità urbana? Riuscirà la sala del Consiglio Comunale di Ragusa a contenere 70.000 persone desiderose di esprimere la propria opinione? E se si presentassero solo in 100, l’esito di quel dibattito sarebbe stato utile o inutile? E ancora, siamo sicuri che ogni settimana i cittadini sarebbero davvero così desiderosi di spostarsi (a piedi o in auto) e presenziare nell’unica fascia oraria disponibile, stabilita dalle agende dell’Amministrazione?
Noi crediamo che sia molto più efficace una formula in cui ognuno, comodamente da casa propria, quando vuole, possa esprimere la sua opinione con un semplice click, tramite VotoFacile, una soluzione digitale che permette di sottoporre ai cittadini un certo numero di consultazioni, anche su base settimanale e senza aggravi di costi per il Comune, senza spostamenti di massa richiesti ai cittadini, senza che si crei un’atmosfera “biscardiana” in una sala in cui saranno presenti, anche nel migliore degli scenari, solo pochi cittadini…non vorremmo mai che il campione non fosse ritenuto significativo da un punto di vista statistico…

Concludiamo sottolineando che partecipare a una consultazione popolare con finalità consultive, avendo la possibilità di farlo agevolmente, attiene alla coscienza civica; scegliere di NON partecipare, solo perché il partito politico che ha adottato questo strumento non coincide con il proprio, attiene alla coscienza etica; saper riconoscere l’oggettiva utilità di un’iniziativa per la collettività afferisce alla coscienza politica.

E’ questo l’appello che rivolgiamo ai ragusani e alle loro coscienze multiple: avete la facoltà di registrarvi e di partecipare alle consultazioni proposte, avete anche la facoltà di non farlo; decidete in maniera oggettiva, ricordando che il successo della democrazia partecipativa non è e non sarà mai un fregio dell’amministrazione di turno, bensì connota la caratura civica della popolazione residente in un comune.

Solo a scopo chiarificatore, senza intenti polemici.

Ufficio Comunicazione VotoFacile

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