Referendum costituzionale: Tavolo Verde Sicilia per il NO. Riceviamo e pubblichiamo

Il «Tavolo Verde Sicilia: agricoltura, pesca, identità territoriali» attribuisce grandissima importanza al Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, con il quale sarà sottoposta al giudizio di tutti gli elettori italiani la modifica di ben 47 articoli della Costituzione vigente.
Con la consapevolezza di essere davanti a una scelta di carattere storico, il Tavolo Verde Sicilia ritiene corretto e doveroso esprimersi prima del voto di domenica prossima, nel pieno rispetto di tutte le opinioni in campo, valutando le proposte di modifica della Carta costituzionale alla luce delle motivazioni, degli obiettivi e degli orizzonti che hanno portato alla nascita del Tavolo Verde stesso.
La scelta ragionata e coerente di votare NO al Referendum costituzionale si basa su alcuni motivi precisi.

1) Il protagonismo dei territori e dei produttori agricoli, mission fondativa del Tavolo Verde Sicilia, viene fortemente compromesso da alcune scelte sbagliate contenute nella riforma e cioè: la forte centralizzazione delle competenze in capo allo Stato; la lesione della sovranità popolare e del diritto irrinunciabile dei cittadini di eleggere, a suffragio universale e diretto, tutti i deputati e tutti i senatori (purtroppo, in base alla riforma del Senato, il 100% dei nuovi senatori saranno nominati in Sicilia dai partiti presenti all’Assemblea Regionale Siciliana e, in base alla nuova legge elettorale strettamente connessa alla riforma costituzionale, oltre il 60% dei deputati saranno nominati dai partiti a livello nazionale); la cancellazione, dopo 70 anni di vita repubblicana, della garanzia e del diritto per tutti i territori con una peculiare identità e configurazione storico-amministrativa – vedi ad esempio la provincia di Ragusa – di esprimere propri rappresentanti al Parlamento nazionale; la concentrazione del potere decisionale nelle mani dell’Esecutivo a scapito del Parlamento, delle autonomie locali e di tutti i corpi intermedi.

2) La subordinazione dell’agricoltura italiana alla Politica Agricola Comune (PAC) che discrimina i prodotti e i Paesi mediterranei e tutela le grandi aziende agricole, prevalentemente continentali, a svantaggio delle piccole e medie aziende agricole meridionali e siciliane, viene confermata e rafforzata. Il nuovo art. 117 della Costituzione recita «La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali»: in sostanza non solo non c’è un impegno del Governo nazionale a cambiare radicalmente la politica agricola comune, ma con la riforma si congelano e si irrigidiscono i vincoli europei ed internazionali che sono alla base della crisi che colpisce diversi comparti dell’agricoltura siciliana e meridionale. Il Tavolo Verde Sicilia riconferma il proprio orientamento strategico che è stato recentemente elaborato e che sarà approfondito, prossimamente, nel corso di uno specifico convegno: o si cambia radicalmente la politica agricola europea o sarà, inevitabilmente, AGREXIT, ovvero uscita dell’agricoltura italiana dai vincoli distorsivi e penalizzanti della politica agricola comune.

3) Nonostante siano stati modificati ben 47 articoli della vigente Carta costituzionale, non si è voluto cancellare l’articolo 81 con il quale è stato inserito nel 2012, su richiesta perentoria dell’Unione Europea, il fiscal compact, ovvero il pareggio di bilancio in Costituzione che per un paese indebitato come l’Italia significa blocco nei fatti degli investimenti e di qualsiasi politica espansiva capace di assicurare crescita sostenibile, lavoro, occupazione, lotta alle diseguaglianze e alla povertà.

Sono queste le motivazioni essenziali per le quali il «Tavolo Verde Sicilia: agricoltura, pesca, identità territoriali» intende sottolineare le ragioni del NO al Referendum costituzionale. Rivolge, pertanto, un appello ai produttori agricoli, ai lavoratori e agli amici dell’agricoltura, a tutti i cittadini affinché si realizzi la più ampia partecipazione popolare alla consultazione referendaria e, a partire dal 5 dicembre, con la vittoria del NO, accantonato l’alibi costituzionale, si metta mano finalmente ai veri problemi che assillano gli italiani: disoccupazione giovanile, precarietà, povertà, diseguaglianze sociali, squilibri territoriali, fallimento di piccole e medie aziende agricole, artigianali, commerciali e industriali, corruzione, evasione fiscale, mafia, malaburocrazia. Auspica che in questo quadro di grande impegno generale e di vero sforzo riformatore tanto atteso dagli italiani, si metta finalmente l’agricoltura nazionale e siciliana nelle condizioni di esercitare la sua funzione strategica per il Paese e di costituire il perno di un nuovo e forte modello di sviluppo territoriale, democratico, costruito dal basso.

Don Giuseppe Di Rosa –Presidente Onorario Tavolo Verde Sicilia
Sen. Concetto Scivoletto – Coordinatore Regionale Tavolo Verde Sicilia

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