Referendum sulle trivellazioni: Il Movimento 5 Stelle chiede l’intervento della Corte dei Conti.

VITTORIA – Esposto alla Procura della Corte dei Conti della Regione Lazio per danno erariale e responsabilità contabile.
È quello annunciato dal Movimento 5 Stelle di Vittoria ed indirizzato al Governo Renzi, per un danno che si aggirerebbe intorno a 300 milioni di euro.
È questa la cifra – ha spiegato Carmelo Giurdanella, candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle e primo firmatario dell’esposto – che si sarebbe potuta risparmiare se il Governo Renzi avesse accorpato il Referendum sulle trivellazioni del 17 aprile alla primo turno delle elezioni amministrative, previste il 5 giugno prossimo”.
Per Giurdanella “al di là delle ragioni politiche, che sono chiare ed evidenti a tutti, volte a far saltare il quorum per la validità della consultazione referendaria, nel momento in cui il Governo ha scelto la data del 17 aprile ha posto in essere un atto amministrativo stricto sensu soggetto, come tutti gli atti amministrativi, al sindacato del giudice contabile”.
I criteri di economicità e di efficacia dell’azione amministrativa, fissati dalla Legge 241/1990, costituiscono i parametri di legittimità dell’azione amministrativa.
Come affermato da numerose sentenze della Corte dei Conti – ha proseguito il candidato – il giudice contabile può estendere il suo sindacato al rispetto di tali parametri, senza che ciò costituisca indebita ingerenza nella sfera della discrezionalità amministrativa, non potendo prescindere dalla valutazione del rapporto tra gli obiettivi conseguiti e i costi sostenuti”.
Secondo il candidato sindaco M5S la decisione del governo di fissare il referendum sulle trivellazioni “prima che antidemocratica e scellerata – conclude Giurdanella – è una truffa pagata coi soldi degli italiani. Spetterà adesso alla Corte dei Conti valutare se sussistono, come credo, profili di illiceità contabile e, nel caso, individuare i possibili responsabili e procedere nei loro confronti”.

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