Regione Siciliana vicina al default e lo Stato le ruba circa 10 miliardi

PALERMO, 30 DIC 2014 – Da parecchi mesi assistiamo a dibattiti all’interno dell’Assemblea Regionale finalizzati a ricercare risorse per far fronte agli impegni con Comuni ed Enti.Come si evince chiaramente dagli avvenimenti degli ultimi giorni hanno passato un triste Natale migliaia di dipendenti e loro familiari privati degli emolumenti.
Se ciò si aggiunge il fatto che la maggior parte dei Comuni non riesce a fare fronte ai servizi essenziali, allora sì che la misura è colma.
E Crocetta che ha fatto nel recente passato e che sembra non voglia smettere nel presente? Propone ed alla fine ottiene dalla deputazione dell’Assemblea Regionale Siciliana un’ulteriore indebitamento della Regione con nuovi mutui.
Ma così facendo non si va prima o poi al cosiddetto default cioè a dire al fallimento della Regione Siciliana?
Ed al riguardo non ci sono valide alternative?
Sicuramente sì! Ma per fare ciò occorre coraggio e molto coraggio ed al riguardo possiamo affermare che l’attuale Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Giovanni Ardizzone, l’ha avuto rispolverando le previsioni degli artt. 36, 37 e 38 dello Statuto siciliano che fa parte integrante della Costituzione Italiana.
Cosa prevede l’applicazione pratica di queste norme?
Circa 10 miliardi di euro annui  in più per la nostra Regione  che attualmente vengono usurpati da Roma ladrona.
Ed allora caro Governatore Crocetta le rinnoviamo la domanda: “Vuole fare una vera rivoluzione?”
Se risponde di sì porti avanti, assieme ad Ardizzone e parlamentari dell’ARS, una verta battaglia con Renzi o altrimenti cambi mestiere e prima del default abbandoni la poltrona, oggi comoda ma domani scomoda.

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