Riceviamo e pubblichiamo. Aiello: “Raccolta differenziata a Vittoria e altrove”

Apprezzo l’impegno dei Commissari nell’approccio alla problematica della Differenziata. Se ne stanno occupando su piani diversi, compreso il problema della legittimità dell’appalto, che è stato per altro segnalato dal Decreto di scioglimento del Comune, come totalmente illegittimo nelle procedure, con diverse responsabilità amministrative delle precedenti amministrazioni comunali.

E valuto che il problema dei disservizi, del pessimo funzionamento del progetto, non dipendano tanto dalla caratteristica dei residenti, che sarebbero incivili e renitenti. Per carità, questi ci stanno, ci sono, numericamente rilevanti. Ma valuto in maniera diversa la situazione, già da tempo, e sostengo che l’errore sta a monte , nella struttura incredibile dell’appalto approvato e nella sua gestione, che rimane pressappochistica e sicuramente coerente con l’idea che si da’ un appalto, talvolta illegittimamente come è accaduto a Vittoria, e a fine mese si paga la quota in dodicesimi. Punto.

Considerando che le Ditte che operano in Sicilia si rassomigliano tutte, viene subito da pensare che tutte le stazioni appaltanti si siano adeguate al sistema, che punta al conferimento in discarica, come scelta di fondo, come scelta piu’ conveniente, meno efficace e meno trasparente, ma piu’ conveniente per le Ditte de quibus. Fatte sempre le dovute, ma scarsissime, eccezioni.

Infatti in Sicilia il teorema “munnizza” e’ piu’ perfetto del teorema di Pitagora.
Si paga in dodicesimi e non in base alla munnizza raccolta e pesata. Si lavora alla giornata, quello che si puo’ fare si fa. I controlli sono come la pelle del zigrino, una voltà si’ dieci volte no, siamo tutti patrioti della differenziata e in un baleno diventiamo tutti nemici giurati dei “porci “, rozzi, sporchi, e plebei.

La verità è che cosi’ si insegue l’assurdo. La stessa Ditta appaltante non ha alcun interesse alla raccolta e si fa seguace della teoria de “ i porci “. Nessuna contestazione mai, o quasi, da parte delle stazioni appaltanti, anche se le sanzioni sono previste: ma quello è lo specchio per le allodole: controlli e contestazioni, con relative sanzioni, zero !

Ma non sapevano questi amministratori che i servizi resi vanno verificati, controllati, a braccio, a giornata a ore ? Se la città rimane senza acqua che facciamo? Diamo la città in pasto ai privati ? Se 10 mila vittoriesi ogni giorno escono dalle 5 alle 7, sino alle 19, per andare a lavorare nelle campagne, nei magazzini, nelle diverse realtà produttive del territorio, ci pensiamo che portano con se’ la spesa per mangiare, la gazzosa da bere, la mafalda per la colazione e poi il resto ? Che pensano che questi dieci mila lavoratori mobili, e poi gli immigrati e la gente in transito, possano portarsi i rifiuti a casa ogni giorno per il resto della loro vita? No, è assurdo. Lo sanno pero, lo sanno… E perché non hanno provveduto ? La risposta è nella stessa struttura bestiale degli appalti che coprono la tendenza alla non raccolta controllata, pesata, pagata se realmente effettuata. Migliaia di tonnellate di rifiuti non raccolti, ma pagati sulla base di standard astratti e teorici che non trovano riscontro nella attività reale. E allora tutti a dare ingiurie e botte ai “ porci “. Che ci sono per carità. Ma dietro tutto questo c’è un progetto, una vera e propria impostazione dolosa che si snoda dalla fase iniziale, alla gestione a come viene, sino alle verifiche inesistenti. Insomma il teorema “munnizza” in Sicilia che diventa l’affare principale dei gruppi mafiosi, che sono disposti a discutere con chiunque di elezioni e di consenso, che utilizzano il ricatto ai lavoratori per ricattare i politici. Ai quali la cosa non dispiace: pensano forse di rischiare poco e di fottere molto. Ma pagando coi soldi della collettività questo merdaio.

La Ditta incassa a quota piena a fine mese, mentre lascia tonnellate di munnizza diffusa nel territorio, e non gliene frega niente. Cosi’, credo, per il resto dei servizi.

Se prima di pagarla, la munnizza raccolta, si pesasse, la raccoglierebbero in capo al mondo..

Metterebbero isole ecologiche nel territorio, pulirebbero per bene, giorno per giorno, controllati, con la pesa quotidiana e tracciabile dei rifiuti raccolti, sino alle discariche e sino ai consorzi di trasformazione dei rifiuti.

Spero che queste mie riflessioni contribuiscano a cambiare rotta in questa situazione tragica, percepita, sembrerebbe, soltanto, o prevalentemente, come problema repressivo.

Segnaleremo all’Anac l’assurdita’ di queste procedure di appalto che producono affari illegali ma non risolvono i problemi del territorio.

Francesco Aiello
Movimento Cento Passi per la Sicilia
con Claudio Fava
Vittoria 11 Ottobre 2018

Print Friendly, PDF & Email