Sanità iblea e ospedale di Comiso

COMISO – La proposta della Direzione Asp 7 Ragusa riguardante il piano di riqualificazione della rete ospedaliera iblea, più specificatamente la “Procedura per la gestione in sicurezza del paziente nell’area chirurgica ad indirizzo low care degli Ospedali Riuniti di Modica-Scicli e Vittoria-Comiso, così com’è stata predisposta, finisce col penalizzare oltremodo gli ospedali  “Regina Margherita” di Comiso e “Busacca” di Scicli, i quali, di fatto, sembrano così avviati al loro totale smantellamento.
Il sindaco di Comiso Filippo Spataro, fortemente preoccupato per l’evoluzione degli eventi, preannuncia iniziative forti a tutela e salvagurdia del presidio ospedaliero comisano.
“Purtroppo spiace constatare  – dichiara il sindaco Spataro – che ogni volta che si parla di riqualificare e riorganizzare  la rete ospedaliera della nostra provincia, si sottintenda fatalmente un forte ridimensionamento del nostro ospedale, il quale ha già peraltro pagato in ragione della cosiddetta riorganizzazione del servizio sanitario ibleo. L’ultima proposta della direzione sanitaria di Ragusa prevede un’attività chirurgica da svolgersi esclusivamente in regime di Day Hospital, Day Surgery, Day Service che si dovrebbe svolgere in appena sei ore al giorno, dalle 8.00  alle 14.00, per gestire patologie chirurgiche che non richiedono ricovero  ordinario e un periodo di osservazione inferiore a quattro ore dall’intervento eseguito, con conseguente dimissione nella medesima giornata di ricovero dell’utente. In caso di complicanze, o di tempi di osservazione più lunghi, il paziente dovrà essere trasferito, nel nostro caso, presso l’ospedale di Vittoria. Tutto questo è inaccettabile perchè non credo vada nella direzione di favorire l’utenza, tutt’altro. Risparmiare non significa tagliare i servizi . La cancellazione dei turni notturni, rende impraticabile a Comiso gli interventi di “scollamento”, endoscopici, e in oneday surgery che sino a oggi sono stati correttamente eseguiti. Inoltre, appare di tutta evidenza che la cancellazione delle reperibilità della sala operatoria di fatto espone i pazienti – in presenza di necessità, per esempio di una revisione di ferita chirurgica – a improponibili trasferimenti in ambulanza e riduce l’affidabilità della struttura. Chiedo, pertanto, con forza, al direttore generale Maurizio Aricò che l’Asp Ragusa ritorni sui suoi passi e invece dia seguito al decreto assessoriale (Gurs n. 4 23 gennaio 2015). Chiedo parimenti  al presidente della Commisione Sanità all’Ars, on. Pippo Digiacomo e all’assessore alla Sanità, Rita Borsellino, di attivarsi con ogni mezzo per la difesa e la salvaguardia dell’ospedale di Comiso. In queste ore, infine, chiederò al presidente del Consiglio comunale di Comiso Luigi Bellassai di convocare in tempi brevissimi una seduta aperta sul tema, invitando tutta la deputazione iblea, i sindacati, i vertici e gli operatori ospedalieri coinvolti e, ove non si ritornasse sui propri passi, annuncio fin da ora forme di protesta anche eclatanti, perchè se davvero qualcuno vuole ridurre l’ospedale di Comiso a un’infermeria, ebbene questo qualcuno lo dica chiaramente e se ne assuma pubblicamente la responsabilità. Noi siamo pronti a fermare questo tentativo”.

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