Santa Croce Camerina, il sindaco Iurato: “Quando la dialettica politica e il dialogo scivolano nell’offesa personale”

Non tarda ad arrivare la risposta del primo cittadino di Santa Croce Camerina, Francesca Iurato, ai consiglieri di opposizione Pernice, Pluchino e Di Marco.

La Iurato nel rinnovare la stima al Presidente del Consiglio  spiega le motivazioni della mancata convocazione del consiglio comunale urgente, richiesto dai consiglieri di opposizione, lo scorso dicembre, sul tema dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Al Presidente del Consiglio Maria Zisa – scrive il primo cittadino, sul social facebook – a nome mio personale e della Giunta esprimo immutata stima e fiducia”.

Ed aggiunge:” Questa comunità alcuni mesi or sono è stata colpita da un evento tragico che ancora oggi pesa su tutti noi. Nell’immediatezza ha scatenato una morbosità e uno sciacallaggio mediatico senza precedenti. In quel momento un consiglio comunale aperto, così come chiesto dai Consiglieri dell’opposizione, con all’ordine del giorno: il sistema di videosorveglianza cittadina, la Polizia Municipale e il controllo del territorio, oltre che non accoglibile per specifiche motivazioni a suo tempo esplicitate, è stato considerato inopportuno perché riguardava aspetti e dati sensibili relativi ad indagini giudiziarie in corso. Ai consiglieri sono state comunicate, dapprima nel corso di un incontro informale e successivamente con apposita nota, le motivazioni della mancata convocazione. Ad onor del vero parte dei Consiglieri richiedenti ha ben compreso e condiviso le motivazioni addotte. Questa la genesi della vicenda”.

Al di là dei successivi interventi in merito  – conclude il Sindaco Iurato – da parte delle autorità competenti e della disponibilità e volontà di collaborazione manifestate, l’epilogo è stata una missiva fatta pervenire alla Signora Maria Zisa, Presidente del Consiglio del Comune di Santa Croce Camerina da parte dei Consiglieri Comunali Pernice, Pluchino e Di Marco, che, andando oltre ogni legittima dialettica politica, offende la dignità e l’onorabilità della persona. Tanto per onore della verità”.

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