Sicilia, Regione vicina al baratro e Crocetta che fa? Il cartaio?

Sicilia, Regione che sprofonda sempre di più economicamente e si avvicina sempre di più al default finanziario ed il Governatore anziché coordinarsi con l’Assemblea Regionale Siciliana ed il suo Presidente preferisce fare il cartaio.

Nei mesi scorsi ne abbiamo viste delle belle nella conduzione amministrativa della nostra Regione: flop su flop e liti su liti. Abbiamo assistito Ad un lungo periodo di conflittualità pubblica tra Rosario Crocetta ed il suo Partito Democratico che oltre due anni fa, accogliendo la proposta dell’UDC di Giampiero D’Alia, lo ha incollato con l’attak alla più prestigiosa carica regionale.

La rivoluzione, parola magica del Governatore si è dimostrata profonda acquiescenza nei confronti del Governo Nazionale allorquando abbiamo letto che il cosiddetto contenzioso aperto dal precedente Governo su proposta del proprio assessore all’economia Gaetano Armao si era concluso con una transazione che riconosceva alla Sicilia circa 500 mila euro a fronte dei 6 miliardi di euro rivendicati.

La rivoluzione sempre e costantemente sbandierata ha avuto anche l’effetto di mandare in bestia e giustamente gli ecologisti che temono che i petrolieri e per pochi spiccioli introitati dalla Regione procederanno alla distruzione delle nostre coste attraverso la trivellazione.

Di questi fatti se ne occupata l’assemblea regionale siciliana che purtroppo per noi è stata trasformata in un’assise meramente consultiva. Infatti le delibere-voto adottate dall’ARS in materia di contenzioso con lo Stato e con i petrolieri hanno avuto secondo il Crocetta pensiero il valore delle zero assoluto.

Nel frattempo in Regione accade di tutto e di più: tanti lavoratori attendono da mesi e mesi il pagamento dello stipendio ed altri si apprestano a fare un cattivo Natale.
Per chi s’illudeva che nel Governatore dopo le difficoltà enormi riscontrate per il superamento dell’ultima crisi era prevalso una Persona nuova ed aperta al dialogo con Gruppi e Partiti fra qualche giorno dovrà ricredersi.

Di già serpeggia una forte tensione tra Crocetta e il Leader dell’UDC D’Alia. Il motivo della diatriba è da attribuire alle preannunciate dimissioni dell’Assessore alla Funzione Pubblica Marcella Castronovo ed alla conseguente scelta del suo successore.

Com’è a tutti noto quest’assessorato era stato assegnato al partito di Giampiero D’Alia che giustamente vorrebbe non averlo espropriato ed a tal fine gradirebbe che venisse assegnato ad una Personalità al massimo delle competenze che porta il nome di Antonio ed il cognome di Vitale.

Ma sembrerebbe che il Governatore non sia d’accordo su questa proposta e vorrebbe approfittare delle dimissioni della Castronovo per riprendere il vecchio ruolo di cartaio ed assegnare l’assessorato a Persona di sua esclusiva fiducia.

E D’Alia che fa? Si è almeno pentito di avere fatto arrivare Crocetta a questo traguardo?

Dobbiamo dare atto al Presidente dell’ARS, Giovanni Ardizzone, di avere intrapreso la giusta strada per fare ottenere alla nostra Regione quanto dovutoci dalle Istituzioni e dai petrolieri ma in ciò il Governatore collaborerà o farà da palla al piede?

Caro D’Alia, caro Ardizzone e cari deputati dell’ARS, forse è arrivata l’occasione di riscattare la nostra isola ma per fare ciò occorre dimostrare coraggio e fino in fondo.

Se Crocetta vuole fare il cartaio e giocare fuori o contro la Squadra non vi rimane un’unica arma e cioè  quella di sfiduciarlo.

Ci rendiamo conto che per fare ciò necessita mettere da parte i vostri interessi economici e familiari ma se ci credete, almeno una volta, al bene dei siciliani,
DIMETTETEVI e mandate a casa Rosario Crocetta.

Carmelo Raffa

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