Stracquadanio: La Sicilia non si tocca

Di Gianni Stracquadanio, cooridinatore cittadino di Green Italia

Il giovane primo ministro Renzi mostra molti più anni di quanti ne ha anagraficamente ritenendo di assecondare gli interessi delle multinazionali del fossile lasciando campo libero alle trivellazioni petrolifere in Sicilia. E il governatore Crocetta, col suo inutile “megafono” amplifica gli strafalcioni proposti dal governo centrale.
Non abbiamo ancora dimenticato il disastro industriale degli anni 60 e 70 che ha seminato devastazione e morte e lor signori desiderano perpetuare quel modello,tornando alle ricerche petrolifere e una economia basata sul fossile.
Noi di Green Italia siamo convinti che la Sicilia non e’un hub petrolifero e Renzi e Crocetta troveranno ben altro che comitati locali sulla loro strada: esiste una Sicilia che ha puntato sul turismo di qualità,sulla cultura,sulle rinnovabili e sull’agricoltura che non intende farsi nuovamente demolire in nome di interessi economici legati alle multinazionali del petrolio.
Su questo Green Italia,insieme a quelle forze associative,culturali e politiche che intendono contrastare questo disegno,sarà in prima fila per difendere la dignità del nostro territorio,il nostro paesaggio e la nostra storia.
I governi fossili di questa cosiddetta sinistra asservita agli industriali dovranno fare un passo indietro perché oggi,a differenza che negli anni passati,la stragrande maggioranza dei siciliani di ogni opinione politica e’contro il vecchio modello fossile,invasivo e inquinante.
I Siciliani siamo cinque milioni, un numero importante considerato che equivale al dieci per cento della popolazione nazionale, e noi, consapevoli di questo dato, proveremo sempre più a creare una coscienza nei nostri conterranei tale da ribaltare ogni decisione intenta a minare il futuro della nostra terra.

Di Gianni Stracquadanio, cooridinatore cittadino di Green Italia

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