Terrorismo. Esposito (Copasir): con guerra andiamo dove ISIS voleva

Vicepresidente Copasir: “Senza dialogo ancora più terrore in casa nostra e altri orrori”

Roma, 26 settembre 2014 – “Con i bombardamenti e con l’arrivo di circa mille combattenti cristiani a sostenere la formazione delle milizie dell’Isis in Siria e in Iraq stiamo rispondendo solo a un’emozione più che a una strategia. E con le alleanze di facciata si sta scivolando sul terreno sul quale volevano portarci Al Baghdadi e l’Isis. Il tenore delle parole inutili, delle reazioni scomposte, delle reazioni emotive sta riempiendo il vuoto della diplomazia. Una diplomazia che in futuro avrà difficoltà inimmaginabili per avviare un dialogo con quella parte dell’Islam moderato che guarda all’Occidente. Oggi stiamo assistendo in maniera passiva ad una nuova e rinnovata crociata, eppure sarebbe bastato che tre anni fa, al nascere del conflitto siriano, avessimo aiutato gli insorti prima che questi ultimi avessero degenerato in bande terroristiche. Se il dialogo continuerà ad essere basato solo sulla guerra e sulle bombe vi sarà ancora più terrore in casa nostra e molti altri orrori saremo costretti ad assistere. Stiamo combattendo un conflitto religioso vero e proprio: ed era proprio quello che l’Isis voleva”. Lo scrive sul proprio sito internet giuseppeesposito.it il senatore del Nuovo Centrodestra, Giuseppe Esposito, vicepresidente del Copasir.

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