Vendola: la ricetta da Bruxelles, accolta dal governo, aggrava la crisi

Roma, 28 ott 2014 – «Normalmente le misure dei governi sono tutte quante in sintonia con le ricette di Bruxelles, dal governo Berlusconi al governo Renzi, e sono tutte ricette che hanno aggravato la crisi nel nostro Paese e la crisi in tutta Europa».  Così il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, a margine della conferenza di presentazione del rapporto Svimez a Roma a chi gli chiedeva se la legge di stabilità e la manovra presentata dal ministro Padoan per ridurre il deficit potessero aiutare per l’uscita dalla crisi.
«Sono ricette che soffocano l’economia perché non hanno un carattere espansivo, non sostengono la domanda interna, non danno ossigeno ai ceti medi e ai ceti popolari, quindi difficilmente si va verso la direzione giusta -ha aggiunto Vendola -Io credo i problemi del Paese con la manovra finanziaria si stiano aggravando. Se si colpisce il welfare i cittadini e le famiglie si impoveriscono e quindi avranno meno soldi da mettere in circolo».
Sul rapporto Svimez il presidente della Puglia respinge l’immagine di un Mezzogiorno incapace  incapace di utilizzare i fondi Ue. «C’è una diffamazione costante del Sud, la mia Regione è la migliore per performance di spesa comunitaria, tra le tre peggiori c’è il Piemonte. La verità è  che i trasferimenti dello Stato verso il Sud sono andati a diminuire e i fondi strutturali che dovevano essere aggiuntivi hanno finito per surrogare i mancati trasferimenti dello Stato».
Un riconoscimento che arriva anche dal ministro Lanzetta: «Nichi Vendola, ha ben spiegato come sui fondi Ue, sul welfare, sui servizi sanitari, sul tpl, la sua Regione ha dimostrato come la Puglia si differenzi dalle altre regioni del sud».
Tornando sulla manifestazione di sabato, Nichi Vendola la chiusura di Renzi ai sindacati «è un esercizio abbastanza gratuito di esibizione muscolare, un po’ di arroganza. Non parlare con i sindacati significa precludersi la conoscenza di quale sia il grado di sofferenza del mondo del lavoro. Colpire il sindacato, delegittimarlo, significa predisporsi domani ad interloquire con i forconi».
«I sindacati devono modernizzarsi e meglio rappresentare le ragioni del mondo del lavoro, ma colpirli così è proprio sbagliato», ha aggiunto Vendola.

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