Vinciullo: Il mio era un ddl (da bocciare) per sancire la potestà dell’Ars

Palermo, 16 ottibre 2014 – “La prima commissione ha oggi bocciato il mio ddl sulla legge elettorale regionale che la adeguava alle decisioni del Cga: bene!” dice, con un tocco di ironia, Vincenzo Vinciullo.
Ma bisogna spiegare: il Consiglio di giustizia amministrativa siciliano, come è noto, ha riportato alle urne gli elettori di nove sezioni del Siracusano. Tuttavia, il comma 2 dell’art. 61 della lr 29/’51 vieta la ripetizione parziale delle elezioni stesse, affermando che <<i voti delle sezioni, le cui operazioni siano annullate, non hanno effetto>>. Per adeguare la legislazione siciliana che, non dimentichiamo ha rango costituzionale, il vicepresidente della II commissione – per altro, rimasto in carica anche dopo il reitero del voto – aveva presentato il ddl 821 con il quale sarebbe stato abrogato la parte di norma in questione. “La Prima commissione, all’unanimità e rivendicando i propri diritti statutari, ha quindi bocciato il mio disegno di legge – sottolinea ora Vinciullo – stabilendo che soltanto l’Ars ha potestà legislativa nell’Isola e che, a questa autorità, non intende rinunciare. Alla Suprema Corte di Cassazione, adesso – conclude – il compito di ristabilire la potestà legislativa dell’Assemblea, riconoscendo ancora una volta quei poteri statutari che derivano dalla Costituzione e che sono motivo unico per il quelae ho intrapreso questa battaglia di legalità e legittimità, essendo noto a tutti che il mio seggio non era comunque a rischio. A rischio, piuttosto, sono il Governo, con il suo presidente, e la gestione degli effetti di questo voto parziale e non previsto dalla legge in vigore”.

Print Friendly, PDF & Email