Vittoria. Aiello, Di Rosa e Scivoletto: “Legalità e sviluppo per la filiera agro-alimentare, per il mercato e per la nostra economia”. Riceviamo e pubblichiamo

Commissariare la struttura con accesso prefettizio e intervento del ministero degli interni

Le vicende criminali che si sono susseguite negli ultimi anni a Vittoria segnano un grave deterioramento delle condizioni di vita e di lavoro di un territorio che è stato, per lunghi anni, portatore di lavoro e di sviluppo per la Sicilia.
L’offensiva mafiosa si è concentrata attorno al Mercato ortofrutticolo che ha dovuto respingere ripetutamente i diversi assalti che venivano scatenati dai gruppi criminali, che nel corso degli anni hanno visto nelle campagne e nel Mercato di Vittoria, nel sistema dei Mercati siciliani e meridionali, sino al Mercato di Fondi, e oltre, i luoghi del denaro e della ricchezza, dove potersi arricchire facilmente e fondare proficui sodalizi mafiosi, utili per realizzare affari attorno all’Ortofrutta, ma non solo.
Sono diverse ormai le organizzazioni criminali presenti nel territorio vittoriese, come conseguenza dei necessari rapporti fra le molteplici aree del Mezzogiorno italiano, da Vittoria a Fondi, passando per Napoli e la Calabria, fino a Milano e Verona. Il Mercato di Vittoria è un mercato poliglotta, un crogiuolo di lingue e dialetti diversi, che lo connotano anche dal punto di vista criminale.
La presenza di organizzazioni diverse nel territorio, la cui origine risale ad aree e regioni diverse dell’Italia, si è manifestata con episodi criminali singolari, omicidi persino, e assalti scatenati nelle forme più violente. Con l’incendio di box, di mezzi di trasporto, di magazzini, depositi di imballaggi o di altre strutture, o nelle forme più sofisticate della acquisizione di fette cospicue di servizi e forniture, di imballaggi e di trasporto della produzione.

Gli incendi e gli agguati mafiosi, registrati in questi ultimi mesi, e lo stesso agguato mafioso nei confronti del CAAIR, sorto per determinazione delle Amministrazioni dell’epoca nell’area mercatale e per impulso di alcuni autotrasportatori indipendenti, si inquadrano in un contesto estremamente competitivo e anche violento, per effetto delle stesse modificazioni intervenute all’interno del meccanismo di formazione delle imprese nei diversi settori dell’economia agraria. Il terreno è fertile, lo Stato debole.
L’apertura dei mercati globali sotto questo profilo spinge spregiudicatamente verso la forzatura e l’illegalità: alla fin fine si rischia poco a praticare due, tre mestieri nello stesso momento, nello stesso luogo, sulla stessa partita di merce, consegnata in conto commissione e acquistata da chi dovrebbe venderla a terzi; a confezionare in un baleno ciliegino africano o turco negli imballaggi con etichette “Sicily”, a trafficare sugli imballaggi e sul riciclo, a taglieggiare sul costo reale degli stessi; a deprimere i prezzi all’ingrosso a convenienza, una sorta di estorsione di sistema ai danni del produttore e del consumatore con un meccanismo che si configura nei fatti come un nuovo reato; a fare spazio a pratiche commerciali accomodate in comode conventicole societarie; a fatturazioni depistate e depurate della impresentabile provvigione; a pagare il pizzo di provvigioni illecite; a selezionare e imporre con sistemi violenti e mafiosi le imprese di autotrasporti.
Non c’è più un dentro e un fuori Mercato. Tutto sfuma, s’ingarbuglia, si confonde e si normalizza, fino allo sfruttamento disumano, a volte schiavistico, del lavoro nelle campagne.
In questo contesto che tende a farsi sistema, che sollecita gli operatori all’aggregazione utile, che lascia però fuori, sotto la tormenta della crisi, i produttori in rovina , vittime dell’usura ( che si presenta col volto della “fraternità “ mercatale ), gli appetiti non si saziano mai; e l’assalto mafioso entra dunque nella vita di ogni giorno, ormai.
Il sistema dei trasporti è poi un mondo sul quale si rovescia tutto quanto e deve fare i conti con tutti i territori che attraversa. Li attraversa e ne assorbe i riferimenti, positivi e negativi. Ed è tramite questi meccanismi che le mafie a Vittoria e nel nostro territorio parlano diverse lingue e diversi dialetti.
I punti della illegalità sono stati segnalati decine di volte, poste alla base di lunghe battaglie, di lotte e di rivendicazioni, e hanno interessato i diversi aspetti del funzionamento reale del Mercato e della commercializzazione nel territorio, con attenzione anche all’indotto agricolo, dei servizi, dei trasporti e degli imballaggi, che sono stati frequentemente coinvolti in sanguinose faide criminali e mafiose.
Al Mercato di Vittoria i commercianti si contano ormai sulle dita di una mano, sostituiti illegalmente dalla maggior parte dei commissionari, che praticano, illegalmente e dolosamente, la doppia attività di commissionari e di commercianti, acquistando per se stessi i prodotti medesimi ricevuti in conto commissione, stabilendone il prezzo, in clamoroso conflitto di interessi e nell’esercizio di pratiche illegali.
Ormai i pochi commissionari, che fanno il loro lavoro nel rispetto delle regole e delle leggi dello Stato, sono stati marginalizzati e, costretti all’angolo, e devono subire quello che viene deciso dai commissionari più compromessi con la pratica della doppia attività.
Un potere di dominio assoluto e perverso ha preso da anni il sopravvento nella filiera commerciale e nel sistema mercatale. Questa vergogna merita ormai senza alcun dubbio l’attenzione del Ministro degli Interni e della DDA, merita l’attenzione del Governo regionale, merita l’attenzione del Sig. Prefetto, che dovranno pure occuparsi di quello che il Dott. Sica a suo tempo definì “ il buco nero dell’economia vittoriese”, che non è costituito certamente dagli errori formali delle fatturazioni, come si vorrebbe far credere all’opinione pubblica, per come hanno chiarito a sufficienza, nel corso degli anni, il Rapporto Sica, il Dossier famoso della Fondazione Cesar, il Rapporto dell’Antitrust sui Mercati italiani, le diverse Relazioni della Procura Antimafia, le migliaia di documenti e pagine scritte trasmesse nel corso degli anni agli Organi dello Stato dalle Amministrazioni locali del Territorio.
In ordine poi alle vicende degli ultimi giorni, che hanno visto alcuni produttori impegnati, per rabbia e disperazione, in una protesta che ripete nei fatti quanto da decenni è accaduto nella città di Vittoria, esprimiamo la nostra piena e totale solidarietà ai produttori agricoli che subiscono i colpi di una crisi spaventosa, che non trova tuttavia adeguata attenzione nelle varie sedi istituzionali di Palermo, di Roma e della UE.
La crisi delle campagne è stata invece cloroformizzata e impaludata in una stucchevole danza di visite assessoriali e ministeriali, in chiacchiere inutili, costose e improduttive.
E al Mercato tutto peggiora, e l’arroganza verso i produttori ha raggiunto limiti insopportabili.
Da anni i produttori si battono per affermare un funzionamento legale delle procedure di funzionamento del Mercato. L’illegalità invece ha preso il sopravvento e ogni cosa sembra ormai sottomessa a un regime di arbitrio e di opprimente sistema illegale e mafioso sull’intero territorio e l’insieme della filiera agroalimentare.
Tutti noi, amici di questo popolo, rivendichiamo trasparenza nei processi formativi dei prezzi alla produzione e l’eliminazione di tutte le provvigioni illegittime, di tutte le doppie attività inquietanti e distorsive Commissionari-Commercianti, che dilagano nel territorio e in tutta la filiera agroalimentare.
Tutto ciò premesso, il TAVOLO VERDE SICILIA chiede:
al Ministro dell’Interno, alla Procura Antimafia, al Prefetto di Ragusa di attivare la procedura di accesso al Mercato di Vittoria al fine di potere Commissariare la gestione della struttura mercatale e consentire allo Stato di ripristinare funzionalità e Legalità nelle procedure di commercializzazione e di formazione dei prezzi, nelle pratiche di vendita e nei comportamenti sociali di tutti i soggetti della filiera;
al Governo Nazionale di predisporre con la massima urgenza tutte le misure atte a garantire legalità e libertà d’impresa nel settore dell’autotrasporto contro ogni attacco di stampo mafioso;
al Presidente della Regione, al Governo regionale e nazionale di assumere i provvedimenti necessari per far fronte alla crisi e chiarire in modo preciso quali misure concrete intendano portare avanti.
Il TAVOLO VERDE SICILIA esprime infine piena solidarietà al CAAIR e un augurio di pronta guarigione all’autista gravemente ustionato.

TAVOLO VERDE SICILIA
DON GIUSEPPE DI ROSA-CONCETTO SCIVOLETTO-FRANCESCO AIELLO

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