Vittoria. Dieli: “Crisi ed opere pubbliche”

VITTORIA. Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma di Nello Dieli (Patto per Vittoria):

Oggi come allora! Ma gli attori e la musica sono differenti!
La seconda guerra mondiale è stata una tragedia umanitaria che ha colpito tutta l’Europa e la sua economia. La crisi economica che si è sviluppata subito dopo il conflitto mondiale, soprattutto il Italia, è stata terrificante. La produzione si è fermata, il lavoro mancava e le famiglie non riuscivano a garantire nemmeno il necessario.  La Germania e l’Italia, usciti sconfitti dal conflitto ed incapaci di “ricostruire” il Paese dalla macerie con le proprie forze, hanno avuto un grande sostegno dal Piano Marshall che, a partire dagli anni ’50, finanziò tantissime opere pubbliche creando lavoro e sviluppo nel nostro Paese. Il piano Marshall, così denominato per via del nome del segretario di Stato americano che lo ha ispirato, fu un programma di ricostruzione economica che, appena due anni dopo la sua approvazione, in Europa ed in particolare in Italia, mostrò i segni di una rapida rinascita economica che investì tutti i livelli della produzione nazionale. Grande merito ebbe il primo Ministro dell’epoca Alcide De Gasperi che in una missione diplomatica negli Usa riuscì a convincere il governo americano a intervenire a favore degli Stati sconfitti dal conflitto. Altri tempi e altri attori! Anche la crisi del ’29, la c.d. “grande depressione”, dovuta al crollo della Borsa di Wall Street, fu affrontata e risolta con forti investimenti pubblici in tutti i settori strategici americani. Come tutte le crisi, anche questa scaricò nella massa i suoi effetti e il più evidente fra tutti fu la disoccupazione che fu aggravata dalle politiche deflazionistiche adottate per evitare ripercussioni inguaribili nel bilancio dello stato. Il Patto che Roosevelt presentò agli americani, appena eletto nel 1932, il New Deal, non si inspirava solo ad una precisa dottrina economico-politica, ma all’interno di questo programma fu presa la decisione di affrontare la crisi tramite l’intervento dello Stato e di mediare i contrasti di classe per dimostrare la compatibilità tra sistema capitalistico e regime democratico.
La crisi finanziaria ed economica attuale è inarrestabile e sembra assumere gli stessi connotati delle precedenti crisi. Gli effetti sono devastanti come allora. Oggi, le industrie licenziano, le imprese chiudono per mancanza di commesse. Le famiglie non riescono a sopravvivere dignitosamente. Un dato agghiacciante che ancora oggi non si riesce a migliorare. Di recente la CNA ha pubblicato un documento insieme ad altre associazioni, con cui si chiedeva al Governo nazionale di sbloccare circa 5.000 progetti cantierabili, pari a 9 milioni di euro che darebbero sollievo a tantissime imprese del territorio. Si tratta di progetti importanti che rilancerebbero l’economia del territorio e nello stesso tempo riqualificherebbero le periferie e le città.
L’utilizzo dei fondi pubblici è oggi l’espediente più efficace per rilanciare l’economia. Lo Stato, le regioni ed, in particolare, gli Enti locali, per uscire dalla crisi dovrebbero utilizzare al meglio i fondi strutturali previsti dall’Unione europea. Implementare progetti finanziabili, oggi, è fondamentale per un ente pubblico che, in questi ultimi anni, ha visto ridotti drasticamente i trasferimenti statali. Oggi, l’utilizzo di fondi strutturali appare l’unica via d’uscita per realizzare opere pubbliche importanti. Oggi, in Sicilia, la percentuale di utilizzo di fondi strutturali è insignificante. Anche la nostra amministrazione è in linea con questi dati. La qualità di una amministrazione si misura anche dalla capacità di predisporre quanti più progetti finanziabili! Se poi, le opere risultano da anni finanziate e non si riesce a realizzarle, la cosa è preoccupante. Sono anni che i cittadini aspettano la messa in sicurezza della Riviera Lanterna attraverso l’utilizzo dei fondi statali. Un progetto di circa 1,6, milioni di euro predisposto nel 2011 dalla Provincia e, poi, ceduto al comune di Vittoria per mettere in sicurezza tutta la riviera di Scoglitti attraverso l’installazione di una serie di “pennelli” e l’utilizzo della sabbia accumulata nei pressi del porto. È veramente strano come, a distanza di anni, la nostra amministrazione locale, non sia riuscita ancora a far decollare questo progetto e a ridurre il rischio idrogeologico nel nostro territorio. Eppure, ci risulta che a settembre 2014, l’ing. Malandrino, progettista incaricato, ha consegnato al comune di Vittoria il progetto esecutivo, dopo due anni di ritardi accumulati dalla nostra amministrazione nel fornire i dati necessari al completamento del progetto. Sono trascorsi diversi mesi ed ancora nulla trapela. Come mai? Di chi sono le responsabilità di tutti questi ritardi? È stata predisposta la gara per l’esecuzione dei lavori? Altri fondi pubblici non utilizzati al meglio che potrebbero dare una boccata d’ossigeno alle maestranze locali sono quelli che provengono dal ribasso d’asta dei lavori nel porto di Scoglitti. Circa due mesi fa, ci risulta, che i funzionari dell’Ufficio Tecnico hanno avuto un incontro propedeutico con i tecnici del genio Civile per stabilire quali percorsi intraprendere in merito alla realizzazione delle opere portuali. I mesi trascorrono inesorabilmente. Sono stati fatti ulteriori passi avanti rispetto all’incontro di cui sopra? Quali decisioni sono stare prese? I fondi (3,5 milioni di euro) sono ancora interamente disponibili?      
Ci spiace affermarlo ma in questi ultimi 9 anni di amministrazione Nicosia, ad oggi, nessuna opera pubblica importante è stata realizzata con fondi strutturali. Che delusione! Un pessimo utilizzo dei fondi pubblici!
Altra questione che frena il processo di sviluppo e di crescita del nostro Paese è l’eccessiva tassazione. Oggi, quest’ultima costringe i nostri imprenditori ad abbandonare le propria attività e a licenziare. Il Governo nazionale, ad oggi, non è ancora riuscito ad implementare una equilibrata politica economica di rilancio che incrementi la domanda e la produzione. Inoltre, molto spesso la burocrazia funge da ostacolo per l’imprenditore piuttosto che snellire le procedure e favorire gli investimenti. Pare che a scoraggiare ulteriormente le nostre imprese siano, in particolare, i tributi locali che, in questi ultimi anni, sono aumentati a dismisura (Tari ed IMU). In Italia la tassazione complessiva (tasse e tributi) varia da territorio a territorio dal 50% al 70% e, pare, che questa differenza sia dovuta all’incidenza dei tributi locali, quindi, dove ci sono comuni virtuosi la tassazione complessiva risulta sicuramente più bassa rispetto ai comuni che, in questi anni, non sono riusciti ad ottimizzare la gestione dei rifiuti e dei servizi in genere.
Un dato allarmante che fa riflettere tanto sulle scelte delle politiche pubbliche e sulle capacità manageriali dei nostri amministratori. È necessaria una svolta! Un cambiamento culturale di fare amministrazione. È necessario creare una governace della cosa pubblica che punti sulle competenze e sul merito. I trasferimenti agli EE.LL. sono stati ridotti al lumicino e per garantire i servizi essenziali e avviare le opere pubbliche necessarie occorrono progetti seri e finanziamenti. Patto per Vittoria e i movimenti che intendono ispirarsi a questo progetto, vogliono partire da questo modus operandi di fare buona amministrazione e di gestire con diligenza la cosa pubblica!

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