Vittoria. Giuseppe Scuderi su elezione vice presidente Commissione assetto Territorio

Vittoria, 31 luglio 2015 – Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa a firma del consigliere comunale di Giuseppe Scuderi:

La commissione consiliare Assetto e Territorio del civico consesso vittoriese si è riunita, finalmente, dopo parecchi mesi di inattività. All’ordine del giorno è stata posta sia la surroga del consigliere Cugnata con il sottoscritto sia l’elezione del vice presidente del suddetto organismo.
Con quattro voti a favore è stato eletto Moscato. Al consigliere di Fdi indirizzo i miei auguri di buon lavoro. Ma, poiché ritengo che la franchezza costituisca un tratto caratteristico essenziale per chi voglia rappresentare degnamente i cittadini, registro, con autentico sdegno, l’atteggiamento poco corretto del consigliere di Sel Mustile. Il quale, prima che si procedesse al voto, dichiarava la sua preferenza per il consigliere Moscato di FDI.
A questo punto, tacciano i professionisti del rancore. Non agogno candidature e strapuntini. Lo dimostrano la mia costante battaglia quotidiana e il mio rigore politico. Ma io, a differenza di Mustile, sono e sarò sempre di sinistra.  
La mia invettiva è un chiaro atto d’accusa rispetto alla coalizione marmellata che è già in atto da tempo a Vittoria. Destra e pseudo-sinistra insieme, alla disperata e infruttuosa ricerca dell’anti Nicosia, sacrificano il buon senso in nome del livore e del risentimento.
È del tutto evidente che l’imparzialità di Mustile presidente di commissione sia del tutto vanificata dal suo atteggiamento ondivago.
Un fatto è certo. La coerenza, in politica, è tutto. Perché dal rigore e dall’identità di ciascuno discendono le nostre azioni in difesa della cosa pubblica.
La politica, come la intendo io, si fa per passione e per produrre un cambiamento realmente progressista. Per queste ragioni, spesso, mi trovo in aperto contrasto con il mio stesso partito, il Partito Democratico. Di cui, a Vittoria, sono stato uno tra i più convinti militanti.
Voglio ricordare, a questo proposito, che mi sono sempre battuto per un Partito Democratico unitario e di sinistra. Senza se e senza ma. L’attuale PD vittoriese, invece, è un partito timidamente centrista. E pallidamente riformista. Che non incide sulla politica amministrativa e non sa più accogliere le istanze della povera gente. Ma non sa ascoltare neppure le idee innovative delle nuove generazioni di produttori e di imprenditori agricoli.
Per questi motivi, ritengo che non sia più rinviabile un congresso straordinario del partito. Urge un dibattito aperto e chiaro con i militanti e con la città. Ma è altrettanto necessaria una guida forte, autorevole e di sinistra. Che non sia vittima né delle sirene amministrative né dell’opportunismo di maniera.

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