Vittoria. Mazza: “Approvato bilancio comunale di previsione 2015 senza alcun emendamento da parte delle opposizioni”

Vittoria, 01 giugno 2016 – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma di Arcangelo Mazza (Patto per Vittoria e Scoglitti):

Tecnicamente il bilancio è un atto dovuto ma la sua approvazione è uno dei piu’ significativi atti politici se è vero, come è vero, che il bilancio segna l’indirizzo politico sulle scelte di investimento e sulle scelte di ricerca delle risorse.
Il bilancio approvato segna clamorosamente una inesistente politica di finanziamenti con risorse della comunità europea,  un forte aumento della burocrazia, un quasi azzeramento alle spese per sport, turismo , cultura, servizi sociali diversi da quelli alla persona e servizi all’agricoltura fiere e mercati , sviluppo economico,  commercio, artigianato e pesca.
Un bilancio che segna un forte aumento della spesa relativa alla raccolta rifiuti che dagli originari sette milioni circa del dopo “AMIU” sono diventate oltre 14 milioni e mezzo di euro spesa che si rifletterà in modo incisivo sulle cosiddetta TARI ed in particolare colpirà attività commerciali, produttive e turistico alberghiere.
Un bilancio che prevede 800 mila euro di incarichi esterni nonostante gli oltre 500 dipendenti in organico attivo nell’Ente.
Un bilancio che registra una totale incapacità e volontà di gestire il proprio patrimonio con entrate previste pe rimpianti sportivi di appena sei mila euro, entrate dal teatro comunale per 8 mila euro e totale incentivazione del settore edilizio  con una perdita complessiva alla voce entrate generali di circa 2 milioni di euro.
Insomma un bilancio che rispecchia una politica amministrativa fallimentare dove si spreme il cittadino in termini di tassazione, si taglia sui servizi creando disservizi, si investe su incarichi esterni  e si abbandonano al proprio destino le attività produttive, commerciali, artigianali e l’intero patrimonio culturale artistico ed ambientale.
Questa è la realtà di una città morta, di una città regolata dal “ragionierismo” di cassa e bilancio e priva di ogni sforzo politico gestionale rivolto alla crescita , alla progettualità , alla ricerca di risorse comunitarie,  agli incentivi al recupero e valorizzazione del proprio patrimonio“.

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