Vittoria, mercatino del sabato. Sel: “Sindaco getta il bambino con tutta l’acqua sporca”

Vittoria, 17 giugno 2015 – “Chiudere il mercatino per un sabato rappresenta un atto punitivo e repressivo nei confronti di tutti i venditori ambulanti, anche di quelli che non hanno responsabilità nell’aver lasciato sporca l’area dell’ex campo di concentramento”. Il coordinamento cittadino di Sinistra Ecologia Libertà di Vittoria interviene in merito alla decisione da parte del sindaco di chiudere i cancelli sabato 20 giugno a tutti i venditori ambulanti. “A questo proposito – prosegue la nota di Sel Vittoria –  vogliamo fare alcune considerazioni. Innanzitutto non si può fare di tutta l’erba un fascio ma bisognerebbe multare e punire coloro che sono responsabili del mancato decoro della zona. Bisogna inoltre ricordare che i venditori ambulanti nel canone annuo che versano nelle casse dell’ente Emaia pagano anche una voce relativa alla pulizia dell’ex campo di concentramento e più volte gli stessi venditori hanno avanzato la proposta di effettuare loro la pulizia e risparmiare così questo costo. Inoltre, così come avviene nelle grandi città, proprio la pulizia dovrebbe essere effettuata immediatamente dopo lo smontaggio delle bancarelle per evitare che i rifiuti rimangano ore ed ore. Più volte questa amministrazione comunale ha provato in tutti i modi a penalizzare i venditori: basti pensare al ticket del parcheggio di un euro che per fortuna ha avuto uno scarsissimo riscontro. Ne è prova il doppio passo indietro dell’amministrazione”.
Il coordinamento cittadino di Sel avanza anche un quesito a proposito dei costi per le aree di esposizione del mercatino in vista della fiera di San Giovanni. “Ci risulta che per i due giorni della tradizionale fiera la direzione Emaia attuale (o forse la gestione commissariale?) abbia deciso di aumentare il canone di affitto. Stessa cosa si prospetta per la fiera di San Martino a novembre. Risponde al vero?.
Come Sel siamo come sempre a fianco sia dei venditori sia dei cittadini che settimanalmente si recano nell’ex campo di concentramento per le compere e queste scelte punitive e improntate a fare cassa non fanno altro che penalizzare chi con fatica viva del proprio lavoro e chi si reca al mercatino per risparmiare”.

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