Vittoria. #nuoveidee idemocratici: “Baratto amministrativo, approvato con il nostro voto contrario”. Riceviamo e pubblichiamo

Baratto: dietro questa brutta espressione che pare portarci indietro di secoli, una agevolazione per pochi che potranno sfuggire all’obbligo solidale per eccellenza, quello fiscale e altri costi per il Comune. Nell’atto votato manca il principio di equità

VITTORIA – Nella seduta consiliare di ieri 14 febbraio è stato approvato il regolamento sul “Baratto Amministrativo” art. 24 del D.L. n 133/2014, convertito in legge n.104/2014.
Il decreto “Sblocca Italia”, varato dal Governo Renzi ha introdotto in Italia il baratto amministrativo che permette nei Comuni che lo adottano di non pagare le tasse comunali arretrate (IMU e TARI per esempio) dando in cambio il proprio lavoro. Con il regolamento si disciplinano le forme di collaborazione dei cittadini e associazioni con l’Amministrazione Comunale, per la cura il recupero e lo sviluppo dei beni comuni urbani.
Il voto nostro voto finale è stato contrario a tale strumento che comprende, quindi , una serie di misure con cui il Comune consente agevolazioni fiscali ( fino a € 800 per soggetto ) in cambio di azioni che i beneficiari si impegnano a svolgere per la comunità, cosa che nonostante si presenti con l’ammaliante tesi di incoraggiare chi si impegna per la collettività, somiglia molto alle corvée feudali con soggetti deboli che si sottopongono a lavori extra per il creditore e, comunque, consente solo a pochi ( avvantaggiandoli rispetto alla gran parte nelle stesse condizioni, che verranno esclusi o non potranno partecipare) una diminuzione dell’obbligo solidale per eccellenza che è quello fiscale. E’ chiaro che il regolamento non rispetta il principio di equità nei confronti di tutti i cittadini.
Abbiamo comunque partecipato attivamente alle sedute dedicate al regolamento formulando emendamenti che lo hanno modificato in alcune parti ( ricordiamo l’emendamento che ha cassato il comma che prevedeva l’assenza di condanne penali tra i requisiti dei partecipanti e la modifica alla griglia di valutazione grazie alla quale verrà assegnato un punteggio raddoppiato per i nuclei familiari con componenti in possesso di certificazione handicap o in possesso di invalidità civile per grave stato di salute).
Il Comune oltre a rinunciare all’incasso dei tributi, avrà anche costi per l’impegno profuso nel valutare amministrativamente e tecnicamente sia le tasse non pagate sia gli interventi da realizzare per compensarle e, a progetti approvati, per la sorveglianza, l’acquisto di mezzi e materiali e l’assicurazione per chi presterà il proprio servizio.

Fabio Nicosia
Sara Siggia

Fabio Nicosia e Sara Siggia
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