27 Novembre 2021

ITALREPORT

Quotidiano on-line

RAGUSA, ENNESIMO RAID VANDALICO AL CIMITERO

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Chi non rispetta la morte non può sperare di «non perire», ossia di salvare la propria anima, ma andrà incontro alla morte morale, ancora più spaventosa della morte fisica (lo ricorda San Francesco nel Cantico delle Creature). Una frase che andrebbe impresa nella mente di chi, ogni  giorno, trascorre qualche ora della propria giornata trafugando oggetti sacri, fiori, o peggio ancora vandalizzando monumenti e lapidi nei cimiteri di Ragusa. L’ultimo, in ordine di tempo, al cimitero di Ragusa Ibla con la lapide di un defunto danneggiata, le foto divelte e i portavasi, con i fiori, gettati via. Un gesto incomprensibile che si ripete, oramai, da troppo tempo. Così il signor V.C. ha presentato una formale denuncia presso la stazione dei carabinieri di Ragusa ibla. “E’  l’ultimo di una serie di episodi gravi che subisco oramai da tre anni –racconta – la lapide della mia famiglia  è stata presa, nuovamente, di mira con il furto delle coroncine e ripetuti atti vandalici. Con il portavasi gettati nella spazzatura e la pergamena in ceramica, con le foto, danneggiata. Sono oramai stanco e molti arrabbiato per una situazione fuori controllo. Al cimitero, chiunque, può entrare e  rubare o danneggiare i monumenti o le lapidi. Chiedo al sindaco Peppe Cassi  di estendere l’impianto di videosorveglianza anche all’interno del cimitero”. Un esempio di come il cinismo e la brutalità dei vivi nei confronti dei morti possa spingersi oltre. Ma  il pensionato ragusano non demorde. “Non ho fatto male a nessuno –aggiunge – sono gesti assurdi ma sono certo che i responsabili saranno molto presto individuati”. Il giusto atteggiamento davanti ai morti è quello del silenzio, che può permetterci di udire ancora le loro voci; e non certo quello di una violenza  o di un atto vandalico indiscriminato.
Marcello Digrandi

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