3 Settembre 2021

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Ragusa. Vaccini partono le diffide legali per la sospensione delle seconde dosi ad alcune categorie.

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Ragusa. 13 febbraio 2021
Continuano a suscitare reazioni che adesso, a quanto pare, potrebbero varcare le aule dei tribunali, le vaccinazioni di persone non comprese, al momento, nelle liste ufficiali dell’Asp iblea.
Come si ricorderà, alcune persone che sono state vaccinate nei giorni scorsi, erano balzate alla ribalta della cronaca, dopo un servizio televisivo che denunciava l’abuso. Le città interessate al problema, erano: Ragusa, Scicli, Comiso e Vittoria.
A tal proposito, tanto si è detto e tanto si è scritto, fino al punto che, i pochi intercettati, hanno subito un processo mediatico ancora non concluso, mentre gli “altri”, quelli che sono stati vaccinati, ma di cui non si è saputo più nulla, nonostante le dichiarazioni dei vertici dell’Asp facessero prevedere prese di posizione e sanzioni esemplari, sono rimasti avvolti nel mistero.
Fin qui nulla di strano, infatti, non solo in Italia,ma in tutto il mondo, esistono particolarità che rendono più accessibile ottenere un trattamento piuttosto che un altro, a persone che appartengono a ceti e categorie diverse. Ma ciò che ha stupito e continua a stupire, è l’accanimento nei confronti di alcune categorie di lavoratori, nel caso specifico, i collaboratori delle farmacie, a cui, prima si voleva impedire di ricevere il vaccino, trasformando, con una nota incomprensibile, una disposizione precedente della Regione Sicilia, che considerava giustamente, soggetti a rischio, non solo i titolari di farmacie, ma anche i collaboratori con regolare contratto.
Accade adesso, che alcuni di questi hanno ricevuto la prima dose del vaccino e adesso si vedono negata la seconda. Non solo, ma non ricevono, da parte del personale preposto, nemmeno una motivazione. Qualcuno si è addirittura spinto fino al punto, di rispondere con toni alterati: -è così e basta, eventualmente faccia ricorso.-
Detto fatto, quando i consigli sono apprezzabili, è sempre opportuno seguirli.
Le prime diffide sono già state inviate via pec dagli avvocati incaricati e sono in attesa di risposte.
E dire che esperti, scienziati e ricercatori, hanno sempre ribadito, pubblicamente, che chi ha ricevuto la prima dose, è opportuno che venga sottoposto alla seconda.
Inaccettabile e discutibile la posizione assunta da chi decide, alla luce anche della circostanza che chi ha assunto la prima dose di vaccino, non risulta che abbia preteso nulla o abbia minacciato qualcuno per averla.
Semmai esistono responsabilità da parte di qualcuno, queste razionalmente, vanno attribuite alle parti in causa in una percentuale del 50% ciascuno.
L’importante adesso, è vaccinare chi ha già fatto la prima dose, poi il resto si vedrà.

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