“Disturbo da shopping compulsivo”, della psicologa Sabrina D’Amanti.

Lo shopping compulsivo è un disturbo psicologico e comportamentale che si manifesta con continuo e improvviso bisogno irrefrenabile di acquisto. Si tratta di una vera e propria dipendenza che va distinta dal comportamento consumistico tipico del nostro tempo e della nostra società. Le caratteristiche che la connotano, differenziandola da altre forme di comportamento, sono le seguenti:

  • gli acquisti si ripetono per più volte in una settimana;
  • il denaro usato per lo shopping è eccessivo rispetto alle possibilità economiche del soggetto;
  • ciò che viene comprato perde presto interesse;
  • ciò che conta è comprare, soddisfacendo un bisogno irrefrenabile che spinge a entrare in un negozio e a uscirne carichi di pacchi;
  • quando il bisogno di fare shopping non può essere soddisfatto, il mancato acquisto crea profonde crisi di ansia e frustrazione;
  • la dedizione agli acquisti compare come qualcosa di nuovo rispetto alle abitudini precedenti.

Dietro la dipendenza da shopping compulsivo c’è innanzitutto la compulsione agli acquisti, ovvero un comportamento ripetitivo che il soggetto non può fare a meno di compiere e il cui obiettivo è il contenimento dell’ansia. Chi è affetto da dipendenza da shopping, afferma di sentirsi assalito dal bisogno urgente di comprare, come in preda a un’ossessione che lo costringe a mettere in atto il comportamento, quasi costretto da un impulso irrefrenabile e intrusivo. Un’altra componente è lo stato depressivo. Lo shopping compulsivo ha anche infatti la finalità di alleviare uno stato depressivo sottostante di cui il soggetto non sempre è consapevole. La felicità, il senso di potere e di sollievo che lo shopper prova dopo gli acquisti, colmano un vuoto di relazioni e rimediano rispetto a sentimenti negativi e bassa autostima che il soggetto sta provando in quel particolare periodo della propria vita o da anni. Un terzo elemento importante è la somiglianza tra la dipendenza da shopping e la dipendenza da sostanze: in entrambe le patologie assistiamo al fenomeno di incapacità di controllare l’impulso a mettere in atto il comportamento dannoso; al processo di assuefazione (che porta il soggetto ad aumentare progressivamente le dosi, nel caso specifico la quantità di oggetti da comprare, il denaro speso e il tempo da dedicare agli acquisti) e alla presenza dei sintomi dell’astinenza (le crisi a cui va incontro lo shopper compulsivo quando per qualsiasi motivo si trova impossibilitato all’acquisto). Un ultimo elemento è la difficoltà a controllare l’impulsi all’acquisto. Questa spinta incontrollabile, tipica dei compratori compulsivi, è stata definita “buying impulse” e viene descritta come una pervasiva tendenza distruttiva, creata da un bisogno urgente che preme per essere soddisfatto. Tale caratteristica rende questa patologia simile ad altre forme di scarso controllo degli impulsi come il gioco d’azzardo patologico e la cleptomania. Come evidenziato, si tratta di una patologia seria con gravi ripercussioni sulla vita sociale, lavorativa, familiare e coniugale; che causa inevitabili perdite finanziarie; che comporta forte stress psicologico, ansia, depressione e perdita di ogni controllo sulla propria volontà. Liberarsi dalla dipendenza da shopping è possibile, così come da ogni altra forma di dipendenza, con una psicoterapia che tenga sotto controllo i comportamenti problematici e li riduca nel tempo fino a farli scomparire, attraverso la comprensione dei significati soggettivi e molteplici del sintomo, tentativo disadattivo di dar voce a un profondo malessere.

 

 

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