25 Giugno 2022

ITALREPORT

Quotidiano on-line

“SAN GIUSEPPE: DEVOZIONE E TRADIZIONE” a cura di Aurora Muriana

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I festeggiamenti del 2022 in onore di San Giuseppe sembrano, almeno per il momento, gli ultimi a risentire delle restrizioni pandemiche che da ben due anni accompagnano la vita dell’uomo in tantissimi aspetti. Nonostante tutto, nel tempo trascorso scandito da determinate regole non sono mancate idee in ciascuna parrocchia per solennizzare le celebrazioni e realizzare iniziative in modo da mantenere viva la devozione a ciascun santo. Chi scrive porta ancora nel cuore l’iniziativa del 2020 “In preghiera per il Paese” con cui la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha chiamato a raccolta i fedeli «invitando ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario (Misteri della luce), simbolicamente uniti alla stessa ora: alle 21 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia» esponendo alle finestre di casa un piccolo drappo bianco o una candela accesa (Il drappo bianco solitario. Italreport, http://www.italreport.it/home/il-drappo-bianco-solitario-di-aurora-muriana-riceviamo-e-pubblichiamo/).

Anche quest’anno la Parrocchia San Nicolò di Bari di Acate ha proposto un interessante programma per celebrare il Santo Patriarca. Al centro, come sempre, le celebrazioni liturgiche, non solo quelle del 19 marzo ma anche quelle del triduo presiedute da un figlio della comunità acatese, don Giuseppe Berenato.

Ancora, il Santo Rosario in onore di San Giuseppe (recitato da giorno 1 a giorno 19 marzo) e un’Adorazione Eucaristica dedicata. Tra gli appuntamenti non direttamente liturgici, un recital sulla figura di San Giuseppe e una conferenza sulle tradizioni locali legate al santo. Inizialmente previsto uno spettacolo pirotecnico a conclusione dei festeggiamenti, esso è stato successivamente sospeso per solidarietà e vicinanza alle popolazioni afflitte da conflitti e conseguenti disagi.

Soffermiamoci adesso sull’ultimo appuntamento sopra elencato, dal titolo completo Tavola rotonda su «La festa di San Giuseppe ad Acate», che ieri – 18 marzo – ha visto intervenire i giornalisti Emanuele Ferrera e Salvatore Cultraro in una piacevole chiacchierata con il parroco, don Mario Cascone.

La conferenza è stata articolata principalmente in tre parti:

– aspetti vari della festa di San Giuseppe, ovvero l’introduzione dell’incontro, curata dal giornalista e docente Emanuele Ferrera;

– la figura storica del “Patriarca” tra leggende e curiosità, nel racconto della partecipazione di scuole e associazioni all’allestimento degli altari, in percorsi tra le tradizioni culinarie, ossia prospettive trattate dal poliedrico giornalista, insegnante e storico Salvatore Cultraro;

 U Patriarca (San Giuseppe e la buona donna), racconto tratto dal volumetto Un anno con i miei a Biscari del prof. Piero Occhipinti, parte di cui si è occupato nuovamente Ferrera e che ha costituito la conclusione della serata.

Come evidenziato dal primo relatore, gli altari sono molto artistici e diventano segno esteriore di una devozione che non è solo intima, oltre a costituire una vera e propria provvidenza per i bisognosi, in particolare per le famiglie di coloro che impersonano Gesù, Giuseppe e Maria.

Gli altari votivi – come sottolineato da Cultraro, da sempre affascinato da varie peculiarità ad essi correlate – sono da sempre occasione attraverso cui l’intera comunità dava e dà tuttora il proprio supporto nell’allestimento a chi li realizza. Coinvolgimento di tante persone, miscuglio di odori proveniente dalle cucine per preparare i piatti caratterizzanti la tradizione giuseppina, pietanze e oggetti presenti nel banchetto votivo che hanno ciascuno una propria simbologia e un particolare significato.

La chiacchierata si è conclusa con il simpatico racconto da cui emergeva l’importanza di doversi sfacciare per chiedere offerte per realizzare l’altare, cosa gradita a San Giuseppe.

Non sembra strano pensare alla correlazione tra il lavoro e l’artigianato (posti sotto il protettorato di Giuseppe) e la fatica materiale che sta dietro la realizzazione dei gradini che, disposti a scala, faranno prendere all’altare la consueta forma.

La nostra cittadina ringrazia i propri sacerdoti per la loro grande e visibile devozione allo sposo di Maria. Non poteva essere altrimenti avendo al momento il parroco e il sacerdote Girolamo Bongiorno propri compaesani e il vicario parrocchiale, don Vincenzo Guastella, originario di una parrocchia intitolata al santo quale patrono dell’artigianato.

Giuseppe, il Padre provvidente: un santo molto amato e venerato, dichiarato Patrono della Chiesa universale nel 1870 da Pio IX. Non a caso, la Chiesa si è lasciata da poco alle spalle un anno dedicato a San Giuseppe, anno fortemente voluto da Papa Francesco in occasione del 150° anniversario della proclamazione a patrono della Chiesa, proprio in un periodo sottoposto alla prova pandemica e che aveva evidenziato l’importanza di persone comuni che si adoperano con pazienza per infondere speranza. E proprio il 18 marzo – vigilia della festa – è la giornata scelta a livello nazionale per far memoria delle vittime del Covid-19: ai devoti al santo piacerà sicuramente pensare che proprio Giuseppe abbia protetto non solo i morti trasportati dai mezzi militari ma anche tutti i defunti. Ricordiamo pure che il Patriarca è il patrono dei moribondi e degli esuli.

A contraddistinguere «il fedele nutrizio e custode» (San Bernardino da Siena, Discorsi, Disc. 2 su san Giuseppe; Opera 7, 16. 27-30) sono sicuramente umiltà, discrezione, silenzio e dedizione.

Ogni cosa sembra stare al proprio posto, quello giusto, come pure quello meteorologico. È infatti arrivata puntuale a cina (la piena – per dirla in dialetto ragusano), la provvidenziale pioggia nei giorni precedenti (e che ora sta anche accompagnando) la festa capace di garantire ai terreni la giusta quantità di acqua.

Non per ultimo quanto a importanza, il 19 marzo (scelto nel 1479 da Papa Sisto IV come data dedicata al padre putativo di Gesù, esempio della buona genitorialità paterna) coincide in Italia e in altri Paesi di tradizione cattolica con la festa del papà.

Buon onomastico a chi porta il nome del Patriarca, auguri a tutti i papà e – perché no – anche ai sacerdoti (padri nella fede).

Buona festa a tutti!

 

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