Catania. Quarto appuntamento con Open Sport: venerdì 20 febbraio, ore 10.00, Borghetto Europa

Sport siciliano in ginocchio, dibattito sui tagli della Regione. Il presidente di Catania Al Vertice, Russo: «Governo regionale sordo alle istanze dello Sport»

CATANIA – «Promuovere la cultura dello sport» è l’obiettivo dichiarato del Consorzio Catania Al Vertice che tornerà a riunirsi venerdì 20 febbraio, alle 10.00, al Borghetto Europa per l’ormai consueto appuntamento con Open Sport: giornalisti, atleti, dirigenti, tifosi, curiosi e appassionati insieme per condividere aggiornamenti, anticipazioni, umori e obiettivi dei campionati in corso e delle stagioni prossime.
Senza soldi, però, non si canta messa: argomento che sta cuore a chi fa parte del mondo sportivo, e che sarà oggetto di confronto e dibattito questo venerdì: «Per la Regione Siciliana, infatti, lo sport sembra una fastidiosa voce di spesa – commenta Nello Russo, presidente Catania Al Vertice –  per altro decurtata con buona pace del prestigio indiretto che i successi agonistici delle realtà isolane conferiscono alla nostra terra. In assenza di finanziamenti da parte delle Istituzioni, di impianti sportivi e convenzioni con le compagnie aeree per abbattere i costi delle trasferte, lo sport catanese è praticamente in ginocchio. La prossima stagione per tante squadre è al momento un’incognita». Di questo parleranno i campioni catanesi e i dirigenti sportivi che popoleranno Open Sport. «Abbiamo avviato i nuovi vespri siciliani dello sport», continua Russo, preannunciando battaglia nel richiamare il Governo regionale alle proprie responsabilità. «Lo sport siciliano non farà sconti a chi, fino a questo momento, è stato sordo alle nostre istanze».
Il format innovativo di Open Sport si arricchirà così di contenuti e storie di sacrifici all’ombra dei tagli allo sport, fiore all’occhiello della Regione soltanto a parole. Se Open Sport finora è riuscito ad accorciare le distanze tra pubblico e società sportive, adesso tenterà di rimpicciolire quelle tra chi vive la crisi del settore e chi ha i mezzi per intervenire cioè la politica.

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