Questione Corte dei Conti a Gela. Corrao al sindaco Fasulo: Pagherete sanzioni o invierete controdeduzioni?

Corrao (M5S): Basta spiegarlo ai cittadini

Bruxelles 25 Settembre 2014 – Accetto con piacere l’invito del sindaco Angelo Fasulo nel tornare a Gela, città che ben conosco ed apprezzo, così come molti dei suoi cittadini, lo farò a breve, così come lo faccio con piacere e regolarità da due anni, dato che frequento la città del Golfo già da tempo per temi che riguardano l’ambiente e l’economia del territorio. Per quanto attiene l’invito a dedurre indirizzato dalla procura della Corte dei Conti agli amministratori del comune di Gela, dico al sindaco Fasulo, che ha ragione lui nel considerare quegli atti non come una condanna formale, ma se mi consente, pongono un fortissimo accento sull’eventualità che quella che lui rappresenta, sia un’amministrazione tutt’altro che cristallina. Una formale condanna politica insomma. Pongo io a questo punto un invito al sindaco, ovvero quello di essere chiaro con i suoi cittadini. Pagherete le sanzioni o invierete le controdeduzioni? I cittadini gelesi devono sapere sei tra i 35 sanzionati dalla Corte dei Conti c’è chi ha pagato o ha deciso di pagare, riconoscendo comunque di aver amministrato in modo non del tutto regolare la città. Bisogna spiegare chiaramente ai cittadini che i loro amministratori hanno commesso degli errori milionari ed in che modo questi, intendano pagare il danno arrecato alla cittadinanza.

Com’è ormai noto, la Corte dei Conti ha ravvisato una palese elusione del patto interno di stabilità con mancata conciliazione tra le risultanze di cassa della tesoreria e le scritture contabili nel triennio 2010/2011/2012, giungendo, così, a comminare una sanzione pecuniaria, col minimo legale nell’importo, a 35 amministratori locali. Decisione, questa, adottata in  attuazione  del disposto  normativo dell’art.  31, comma 31, della Legge 183 del 12 novembre 2011. Giova sottolineare che l’indagine riguarda anche il bilancio del 2010 perché il rendiconto consuntivo dell’esercizio finanziario 2010 è stato deliberato  il 7 dicembre 2011 (con le 2 norme sopra citate già in vigore). I rendiconti consuntivi  del 2011 e del 2012 , invece, sono stati deliberati rispettivamente il 12 dicembre 2012 e  l’11 dicembre 2013. Alla fine del mese di agosto 2014, peraltro, pare che la giunta non aveva ancora deliberato la proposta ed il consiglio comunale non aveva ancora approvato il rendiconto consuntivo 2013. Orbene, il fatto che la Corte si limiti a contestare e sanzionare violazioni, rientranti nell’arco temporale 2010 – 2013, non significa che non censuri le irregolarità poste in essere dagli amministratori negli anni precedenti a tale  triennio.

Più precisamente i magistrati contabili sono consapevoli che le discrasie di bilancio derivano da irregolarità perpetratesi sin dal 2003 ma non possono, comminare sanzioni ai precedenti amministratori (anch’essi responsabili) stante la irretroattività delle norme appena citate. All’odierna amministrazione viene contestata, come detto, la discrepanza tra i conti della tesoreria e le scritture contabili del comune che fra l’altro dagli oltre 10 milioni del 2010 è diventata di oltre 14 milioni nel 2012. Violazioni che diventano ancor più gravi in considerazione  di due elementi: Pare che la Corte dei Conti abbia riscontrato e segnalato già  nel 2009-2010  l’incongruità dei dati di bilancio;  pare che lo stesso collegio dei revisori avesse evidenziato tale irregolarità in relazione al rendiconto del 2010. Quindi, in quella sede,  gli amministratori potevano (dovevano) richiedere chiarimenti scritti. Chiarimenti che, secondo la Corte, sono inesistenti.

Dunque se è vero che tali irregolarità nascono nel 2003 o forse anche prima (con evidente responsabilità politica dei precedenti amministratori) è altrettanto vero che l’attuale amministrazione ha continuato operare in modo “maldestro” atteso che, dal 2010 alla chiusura dell’esercizio finanziario de 2012, ha prodotto ulteriori 4 milioni di euro di debiti fuori bilancio. Ma tali limitazioni non escludono una responsabilità di tutta la compagine burocratica-amministrativa-dirigenziale!”

Ciò si deduce dal duro giudizio della Corte (dott. Sperandeo) che parla di “indubbia esistenza, in relazione alla gestione delle spese, di un circuito organizzativo connotato da inefficacia, inefficienza, inadeguata attenzione per gli interessi finanziari dell’ente comunale e da misurazione approssimativa degli elementi rilevanti nella circostanza (esemplare in merito la nota comunale inviata alla Corte che spiega la mancata contabilizzazione negli atti comunali componenti il rendiconto consuntivo del 2010 di oltre 10 milioni, con giustificazioni obiettivamente incongrue ed inconsistenti).

A tal proposito il Capo delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento Europeo Ignazio Corrao, si rivolge direttamente al sindaco, ponendo degli interrogativi: “Perché signor sindaco la sua amministrazione ha continuato ad agire in maniera “errata” (dal 2010 al 2013) nonostante le segnalazioni di corte dei Conti e collegio dei revisori? Ed ancora, in che modo intenda sanare i debiti  visto che la sua amministrazione ha dichiarato la “volontà di estinguere gli obblighi economici nel più breve tempo possibile” Forse, una persona preparata come lei, signor sindaco – conclude Corrao – laureato in giurisprudenza, titolare di borsa di studio biennale presso il Ministero dello sviluppo economico per lo sviluppo economico del mezzogiorno nonché docente di diritto ed economia, avrebbe potuto e dovuto gestire  diversamente l’operato economico-finanziario della propria amministrazione”.

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