18 Giugno 2021

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Stagnazione economica nella fase iniziale del 2021 anche nell’area iblea

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Il presidente provinciale Confcommercio Ragusa Gianluca Manenti

Manenti (Confcommercio): “In calo diversi segmenti di consumo”

RAGUSA 18/02/2021 – E’ la stagnazione la grande protagonista dell’inizio del 2021. Lo segnala l’Ufficio Studi Confcommercio a proposito di quanto sta accadendo anche nell’area iblea chiarendo che il risparmio involontariamente accumulatosi presso le famiglie non trova canali adeguati al fine di concretizzarsi in maggiori consumi a causa delle perduranti restrizioni, generando una pericolosa incertezza che mette in discussione l’auspicata ripresa. “La normalizzazione dell’economia e della vita sociale – sottolinea il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti – dipende esclusivamente dalla vittoria sulla pandemia. Ma bisogna intendersi su cosa significhi sconfiggere il contagio: se le attività economiche e la mobilità dovessero essere vincolate fino alla completa scomparsa del virus, allora, forse, potremmo non tornare più alla normalità. Le istituzioni pubbliche dovrebbero esprimersi con maggiore chiarezza al riguardo. Alla luce di queste considerazioni e delle conseguenti evidenze empiriche, il 2021 si prefigura sempre di più come un anno in cui, pur registrandosi una ripresa, difficilmente si potrà assistere a un significativo recupero di quanto perso nel 2020”.

Il quadro congiunturale continua ad essere caratterizzato da una fase di profonda incertezza. In questo scenario, gli occupati di dicembre segnalano un calo dello 0,4% su novembre e dell’1,9 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il sentiment delle imprese del commercio al dettaglio ha registrato nel mese di gennaio, durante i primi saldi invernali, un calo dello 0,3% congiunturale, e una riduzione tendenziale del 17,3%. In linea con questa situazione si stima, per il mese di febbraio, un aumento congiunturale del Pil dello 0,1%, al netto dei fattori stagionali, dato che porterebbe ad una decrescita dell’8,3% rispetto allo stesso mese del 2020, confermando l’andamento stagnante già emerso a gennaio. A gennaio, in linea con quanto si è registrato nell’ultimo anno, le dinamiche settoriali evidenziano un quadro particolarmente articolato. L’evoluzione dei diversi segmenti di consumo continua, infatti, ad essere determinata non tanto dalle preferenze dei consumatori, ma dalle necessità imposte dallo stile di vita a cui ha costretto la pandemia. “Come già avvenuto nei mesi precedenti – dice ancora Manenti – sono i servizi legati alla mobilità ed alla fruizione del tempo libero quelli che hanno segnalato gli andamenti più negativi. Per molti segmenti, i cali superiori al 50% sono diventati quasi la norma, rendendo sempre più concreta l’ipotesi di dover ricostruire, all’uscita dalla crisi sanitaria, un sistema produttivo fortemente depauperato. Ricostruzione che non potrà essere immediata. In forte difficoltà, poi, continuano a trovarsi anche alcuni segmenti della domanda relativa ai beni, che nel complesso hanno tenuto meglio rispetto ai servizi. In particolare, per l’abbigliamento e le calzature anche la concomitanza con l’inizio dei saldi invernali non sembra avere rappresentato uno stimolo adeguato. In decisa riduzione continua a risultare anche la domanda di carburanti, segmento che risente in misura di rilievo delle limitazioni alla mobilità”.

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