Finanzia Ars, appello ai deputati per il rifinanziamento della legge su Ibla

LEGGE SU IBLA: IL CCN ANTICA IBLA LANCIA APPELLO AI DEPUTATI REGIONALI AFFINCHE’ VENGA RIFINANZIATA. “NON E’ UNA QUESTIONE DI MUNICIPALISMO MA DI REGIONALISMO, SEMMAI”.

RAGUSA – Salvare la legge su Ibla prevedendo un finanziamento diretto da parte della Regione e non un rifinanziamento mediante le royalties. E’ la richiesta che viene avanzata dal Centro Commerciale Naturale “Antica Ibla” all’indirizzo dei 90 deputati Ars che stanno in questi giorni discutendo la Finanziaria regionale. “L’ipotesi di rifinanziare la legge su Ibla mediante le royalties può rappresentare un’opportunità qualora, come è stato finora detto dall’on. Dipasquale, sia davvero l’unica strada percorribile. Ma se ci sono i margini per andare a rivedere questa ipotesi di lavoro, allora crediamo si debba intervenire opportunamente trovando delle risorse che possano consentire il finanziamento della legge su Ibla mediante fondi regionali. E del resto la collettività ragusana ha dimostrato, nel corso del trentennio in cui è in vigore la legge speciale, di aver saputo valorizzare questo sito barocco divenuto, già da una decina di anni, patrimonio dell’Umanità. Ibla, che è location principale (insieme a Scicli e Punta Secca) del commissario Montalbano, rappresenta, assieme a Catania, Palermo, Taormina e Noto, un biglietto da visita per il turista che decide di venire in Sicilia. Un risultato raggiunto anche attraverso la legge speciale su Ibla finanziata dalla Regione. Ecco perché, al di là di ogni bega politica o di ogni scelta amministrativa, chiediamo a tutti i parlamentari di reperire i fondi per la legge speciale attraverso una competenza diretta da parte della Regione, in modo da poter così continuare ad offrire un futuro ad una cittadella storica che ha saputo già catalizzare l’attenzione di migliaia e migliaia di turisti sia italiani che stranieri. Riteniamo che i deputati regionali dovrebbero lavorare tutti insieme per rifinanziare la legge su Ibla trovando adeguate risorse. Non faranno una concessione, ma semplicemente continueranno a lavorare per la propria terra: la Sicilia”.

Print Friendly, PDF & Email