Overtourism, Property Managers Italia a Nardella: miope associare il turismo di massa agli affitti brevi

Beltrante, formatore e autore del caso editoriale “Vivere di Turismo”: “La desertificazione del centro storico di Firenze è dovuta all’assenza di servizi e a politiche antiquate, non certo allo short term”.

Firenze, 3 maggio 2018 – Leggi speciali contro il turismo globalizzato che impatta negativamente sulla città e tetto alle locazioni brevi? La ricetta del sindaco di Firenze Nardella non convince Property Managers Italia, associazione nazionale di categoria che rappresenta gli imprenditori extra alberghieri, professionisti che in piena trasparenza e legalità gestiscono con continuità proprietà anche attraverso portali come Airbnb, Booking o HomeAway, coordinandone gli affitti brevi ed i servizi relativi nelle località più famose ma anche in piccoli borghi da riscoprire.

Spiega Danilo Beltrante, Socio Fondatore PM Italia – Regione Toscana, CEO di Vivere di Turismo®, imprenditore extra alberghiero e formatore: “Imputare alle locazioni brevi la cosiddetta desertificazione dei centri storici di Firenze e delle top destination è un’interpretazione quanto meno superficiale del fenomeno”.

“La verità – aggiunge Beltrante che oggi, con la sua azienda di 35 collaboratori e 50 appartamenti in gestione nel cuore di Firenze fattura oltre 2.500.000 di euro ed è considerato a livello nazionale il guru della formazione in campo extra alberghiero – è che l’esodo di massa dei residenti dal centro storico dipende dalla mancanza di servizi primari come i parcheggi, tanto per dirne una, che si somma alla scomodità di vivere in alloggi che poco si prestano alle esigenze abitative di oggi. Le locazioni brevi, i B&B, le residenze d’Epoca e le Case Vacanza sono un’opportunità enorme per portare turismo di qualità nel centro storico e creare delle economie sane e nuove. Il 98% dei Comuni può trarre solo vantaggi dalla crescita del settore extra alberghiero”.

Beltrante entra del dettaglio: “Abito a Firenze dal 2001 ed ho assistito con i miei occhi al cambiamento del centro storico ed i numeri dicono che i residenti hanno iniziato ad abbandonarlo ben prima dell’avvento di Airbnb che è del 2008 e dell’esplosione delle locazioni turistiche: dal 2000 il numero dei residenti nel centro è diminuito di circa 5.000 unità e dietro a questa scelta ci sono ragioni ben più profonde di una casa vacanza”.

“Non si possono associare o peggio ridurre – continua Beltrante che sta portando in tour in tutta Italia il suo libro VIVERE DI TURISMO – Guadagna affittando immobili anche se non ne possiedi e non hai capitali diventato un vero e proprio caso editoriale” le locazioni brevi a fenomeno turistico massificante: i viaggiatori che le scelgono hanno capacità di spesa medio alta, lasciano circa l’83% di quanto spendono sul territorio alimentando un indotto virtuoso e trasparente che coinvolge tante categorie e crea occupazione soprattutto tra i più giovani (ristoranti, botteghe di prodotti tipici in cui acquistare materie prime da cucinare a casa, guide turistiche, artigianato, mezzi di trasporto, circuiti museali e culturali, pulizie e lavanderie, manutentori ordinari, lavori di ristrutturazione , ecc). Quel che occorre piuttosto fare è convogliare i flussi in maniera adeguata. Ad esempio noi come Associazione Property Managers Italia da sempre ci spendiamo per suggerire ai viaggiatori percorsi alternativi alle attrazioni classiche di Firenze allargando l’esperienza del soggiorno anche ai dintorni e alle mille bellezze del territorio. Il turismo derivante dallo short term è una risorsa, non una penalizzazione per la Città: i grandi flussi vanno governati, sia chiaro, a beneficio della collettività e dei viaggiatori stessi, ma addossare la responsabilità dell’overtourism alle locazioni brevi è fuori dal mondo”.

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