19 Maggio 2022

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TUTTO E’ NATO DA UNA QUARANTENA

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Luce per la prima raccolta di poesia di Giuseppe Dimartino, TUTTO è NATO DA UNA QUARANTENA, pubblicato dal Centro di Aggregazione Culturale di Amedeo Fusco con prefazione di Maria Antonietta Vitale.

E fu a quell’età… venne la poesia

A cercarmi. Non so, non so da dove

Uscì, da quale inverno o da fiume.

Non so come né quando, no non erano voci, non erano

Parole, né silenzio…”

(P. Neruda)

 

Non si può immaginare vita profonda se non nel solco di un’iperbole fatta di parole e di immagini, che danno spinta ad un mondo interiore che nulla ha a che fare con la ragione, costretta in parole e immagini che circolano ovunque. La poesia è l’unico grande viatico che ci permette di aprire una breccia sul mare e nelle sue profondità racchiude il senso della vita. Affidarsi a rime e versi ci permette di vivere la profondità delle nostre anime con forza e vigore e sentire gli alti e i bassi. Per l’arte non c’è nulla di giusto o sbagliato, l’importante è che sia vera, vera come l’amore, la gioia e la passione. Tutti noi avvertiamo la necessità di esprimere i nostri sentimenti. La poesia è una grazia, una possibilità di staccarsi dalla terra e sognare, usare le parole come speranza con occhi nuovi, per reinventare quello che vediamo. Questa forma d’arte può permetterci di andare oltre la realtà, di osservare cose che comunemente non vengono considerate. Ci aiuta a scavare a fondo nel nostro cuore e prova a lasciare un segno che servirà per il resto della vita. La poesia è paragonabile ad un essere animato che per certi periodi non viene considerato e ascoltato, ma in altri riesce ad emergere in tutto il suo splendore, un essere animato che vivrà fino a quando tutti continueranno a provare sentimenti. Nella profonda zona dell’io c’è il noi, si passa dalla singolarità alla pluralità. Sta in questo la funzione sociale e civile della poesia. Poesia è anche libertà di fronte a ogni forma di sopraffazione o di annullamento della persona. Il poeta è il più deciso oppositore di tale sistema. Il poeta è un minatore, è colui che riesce a calarsi a fondo in quella che il grande poeta spagnolo Machado definiva “le segrete gallerie dell’anima”. La raccolta di poesie di Giuseppe Di Martino , poeta schiffariato contemporaneo, TUTTO è NATO DA UNA QUARANTENA, è analisi del positivo che trova parole nuove per descrivere la propria terra. Il dialetto da lui usato è tradizione, linguaggio, cultura e storia. Quando questo si esprime in poesia, fa emergere il pulsare della vita vissuta. Il dialetto è metafora e la metafora è poesia. L’autore racconta con spontaneità sé stesso e la storia di chi legge. “La pioggia, il carrubo, il melograno” sono cose di una “letteratura di cose” dove il realismo accomuna sentimenti e sensazioni. Ogni parola è ricca di emozioni, di essenze, riflesso della persona che scrive, del suo essere più vero. I versi di questa raccolta esprimono l’amore, la nostalgia, la fragilità esistenziale. C’è la voglia di riscoprire le meraviglie della vita, la magia della natura.

Nella poesia Siciliani & Siciliani è presente la “sicilianità”. La Sicilia ha avuto la sorte di ritrovarsi a far da cerniera fra la cultura occidentale e le tentazioni del deserto e del sole, tra la ragione e la magia. Le Sicilie sono tante, come dice Gesualdo Bufalino. Vi è la Sicilia verde del carrubo, quella bianca delle saline, quella gialla dello zolfo, quella bionda del miele, quella purpurea della lava. Vi è una Sicilia “babba” cioè mite fino a sembrare stupida, una Sicilia “sperta” cioè furba, dedita alle pratiche della frode. Vi è una Sicilia pigra, una frenetica, una che si estenua nell’angoscia della roba, una che recita la vita come un copione di carnevale.

Il libro è stato presentato per la prima volta a palazzo La Rocca, a Ragusa Ibla, il 26 dicembre scorso ed è disponibile in diverse edicole e librerie o nel centro di aggregazione culturale

Maria Antonietta Vitale

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