20 Novembre 2020

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UNICREDIT. Sindacati e Mondo Politico: “il diritto di sciopero è inviolabile”

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Dopo la presa di posizione della FABI Sicilia, che ha denunciato una lesione del diritto di sciopero da parte di Unicredit per la protesta indetta per la giornata del 29 luglio, c’è stato un intervento da parte di alcune Personalità del mondo politico per dare sostegno all’azione sindacale e una ferma condanna nei confronti dell’Azienda che così facendo calpesta non solo le leggi vigenti ma anche l’articolo 40 della Costituzione Italiana.
Il Coordinatore della FABI, Carmelo Raffa, ha ringraziato pubblicamente:
Il Senatore Steni Di Piazza, del Movimento Cinque Stelle
l’On. Giuseppe Lupo, Capogruppo del Partito Democratico all’ARS
l’On. Alessandro Arico, Capogruppo di Diventerà Bellissima all’ARS
l’On. Vincenzo Figuccia, Capogruppo dell’UDC all’ARS

Quì di seguito le prese di posizioni di Raffa della FABI SICILIA, del Senatore Di Piazza e dei capigruppo parlamentari Lupo, Aricò e
Figuccia.

Il Coordinatore della Fabi Sicilia, Carmelo Raffa, interviene a proposito della decisione del Gruppo Unicredit di non consentire a diversi lavoratori che sono in ferie di esercitare il diritto di sciopero nella giornata del 29 luglio a Messina e provincia.
“E’ assurdo questo comportamento”, afferma Raffa,” che non solo viola le leggi e gli accordi vigenti ma addirittura l’articolo 40 della Costituzione Italiana che garantisce il diritto di sciopero. Le rappresentanze sindacali aziendali hanno ancora una volta diffidato l’azienda dall’astenersi da questo comportamento che è chiaramente di carattere antisindacale. Carmelo Raffa va al di là perché ritiene che il diritto di sciopero sia sacrosanto e chiama in causa il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che rappresenta il custode della Costituzione italiana chiedendone un intervento al fine d’impedire al secondo Gruppo bancario italiano di commettere una palese violazione delle norme. Infine il sindacalista chiama in causa il Ceo di Unicredit Mustier per sapere se è stato lui a impartire questa disposizione”.
Intanto levata di scudi della politica siciliana contro Unicredit.
“Il diritto di sciopero non può essere negato ai lavoratori, UniCredit faccia chiarezza”. Lo dichiara Steni Di Piazza, vice presidente commissione finanza al Senato, esprimo solidarietà ai lavoratori di Unicredit e ribadisco la difesa di diritti essenziali come sancito dalla nostra Costituzione” ha concluso il senatore del Movimento 5 Stelle”.

“Ci sono due vicende, distinte fra loro ma in qualche modo simili, che stanno evidenziando il rischio di una pericolosa negazione del diritto di sciopero, che è garantito dalla nostra Costituzione.
Auspichiamo che nella vertenza sollevata dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori Bancari, così come in quella del Petrolchimico nel Siracusano, si trovi una soluzione.
Sarebbe inaccettabile se l’atteggiamento del governo gialloverde tentasse di orientare negativamente il mondo dell’impresa”.
Lo dice Giuseppe Lupo, capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana.

Per Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars di DiventeràBellissima: “Il diritto di sciopero è uno dei capisaldi della nostra Costituzione e va garantito a tutti i lavoratori. Pertanto, la decisione del Gruppo Unicredit di negarlo a propri dipendenti in occasione dello sciopero indetto per il 29 luglio a Messina e provincia è assurda e illiberale. Bene hanno fatto i sindacati a diffidare l’Azienda affinché si astenga da questo comportamento che lede un diritto sacrosanto dei lavoratori, ai quali va la nostra piena solidarietà. Auspichiamo con forza che Unicredit ritorni sui propri passi”.

Prende anche le distanze dall’atteggiamento discriminatorio tenuto da Unicredit il deputato regionale Vincenzo Figuccia e coordinatore provinciale dell’Udc che dichiara: “ E’ una deriva che va prontamente bloccata, per cui un precedente gravissimo che va respinto, il diritto allo sciopero costituzionalmente sancito, deve essere esercitato liberamente, un’azienda che compie questi errori, rischia di allontanarsi dai propri lavoratori e dalla comunità intera, ci auspichiamo in una pronta retro marcia di Unicredit, e nell’autorevole attenzione del Presidente Mattarella”.

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