17 Giugno 2021

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Vittoria. Avevano progettato di eliminare due collaboratori di giustizia. Bloccati dalla polizia.

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Vittoria. 27 maggio 2021
La notizia è di due giorni fa, ma continua a destare stupore e tensione. Il piano inquietante che sarebbe emerso nel corso di una indagine per altri reati, esattamente furti seriali di auto, utilitarie semi nuove, ha avuto sviluppi inattesi. Lo scorso 19 maggio, gli agenti della polizia di Stato, squadra mobile di Ragusa, commissariato e polizia stradale di Vittoria, hanno arrestato in esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip di Ragusa, cinque persone: Andrea Di Martino, Sergio Di Martino, Gianfranco Stracquadaini, Rosario Greco e Massimiliano Leggio.
Tra settembre e novembre di due anni fa, avrebbero messo a segno una serie di furti di autovetture, utilizzando tecniche all’avanguardia, per lo più utilitarie, che venivano smontate e rivendute a pezzi. Nell’ambito di questa indagine, sarebbe il colpo di scena. Secondo gli inquirenti infatti, due degli indagati, Gianfranco Stracquadaini e Rosario Greco, cugino dell’uomo che investì e uccise i due cuginetti, Simone e Alessio D’Antonio a luglio del 2019 a Vittoria, sarebbero stati pronti ad ammazzare due collaboratori di giustizia. Solo il sequestro di un vero e proprio arsenale di armi detenute da Stracquadaini, nel dicembre del 2020 avrebbe bloccato l’azione. Il 19 maggio sono state rinvenute altre armi, una spada di un metro di lunghezza con lama affilata ed acuminata, 5 cartucce calibro 38, ed una carabina ad aria compressa calibro 4,5, sequestrata per accertarne la reale potenza offensiva, al fine di escluderne una eventuale alterazione.
Soltanto Stracquadaini e Greco, risultano indagati anche per tentato omicidio. Alla conclusione degli interrogatori di garanzia nel corso dei quali gli indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, il Gip ha disposto i domiciliari per Sergio e Andrea Di Martino, mentre per gli altri è stato confermato il carcere.
Alla luce di quanto è stato accertato dagli investigatori con indagini a 360°, se non ci fosse stato il tempestivo e preventivo intervento repressivo, si sarebbe potuta scatenare una faida con spargimento di sangue.

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