19 Novembre 2020

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Quotidiano on-line

Vittoria. Covid – contagi – morti – caproni impazziti – alberi che cadono e querele. Nonostante tutto andiamo avanti. Ce la faremo.

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Vittoria 19 novembre 2020
Un giorno indimenticabile questo mercoledì 19 novembre 2020, un giorno in cui, oltre al gravissimo problema dei contagi da Covid, si sono succeduti altri episodi, di cui abbiamo già diffuso le notizie, che agli scaramantici non sono certamente sfuggiti. Facciamo un breve riepilogo. Un uomo disabile che percorreva in carrozzella la via Cavour, è morto verosimilmente per un infarto fulminante che lo ha fatto cadere rovinosamente sull’asfalto. Questa la notizia più drammatica che si aggiunge alle preoccupanti condizioni di salute di alcune persone ricoverate in terapia intensiva.
Un caprone imbizzarrito che è sfuggito al controllo del pastore ed ha colpito ripetutamente a cornate, le porte a vetri dell’ard discount sulla Vittoria Santa Croce, provocando danni ingenti. Una delle palme di piazza Colonna, una piazzetta adiacente al Comune, che per fortuna, intorno alle 7,00 di stamattina, mentre in zona non c’era nessuno, è caduta senza provocare danni a cose o persone.
Una serie di coincidenze negative che pesano su un territorio dove la pandemia sta mietendo vittime e i contagi registrati sono tra i più alti della Sicilia. A tal proposito, senza accusare o privilegiare alcuno, vorrei che si facesse appello al buon senso di tutti, nessuno escluso.
Riprendo alcuni passaggi di un comunicato stampa che ho ricevuto oggi da uno dei quattro candidati a sindaco, Francesco Aiello, riportandoli di seguito testualmente:

“In questo momento difficile la città di Vittoria deve tendere la mano al buon senso perché si è arrivati ad un punto di non ritorno.
Certo le discrepanze portano a responsabilità molto gravi antecedenti a questo periodo. Chi doveva agire per tempo, ha pensato invece a tutt’altro, nonostante si fosse consapevoli della seconda ondata del Covid ad Ottobre.
Oggi l’intera nostra Comunità, i cittadini di Vittoria e Scoglitti, vanno chiamati comunque all’esercizio della responsabilità diretta perché la zona rossa, vigente dal 3 novembre, non sta dando i risultati sperati.
Occorre dunque responsabilità e buon senso da parte di tutti. Indistintamente.
Occorre che siano corrette alcune discrepanze relative alla permanenza di persone in molti luoghi abituali.
L’ospedale deve essere pronto anche per casi di altra natura rispetto al Covid, al fine di garantire l’accesso in emergenza alle strutture sanitarie.
Auspico altresì che le Forze dell’Ordine siano sempre presenti nel territorio.
Le piazze e la via Cavour devono essere costantemente sorvegliate.
Abbiamo già affrontato in altro momento il tema importante degli aiuti finanziari per gli operatori, le aziende e per chi non sta lavorando. In questo momento tuttavia c’è solo una necessità: la
salvaguardia della propria salute e di quella degli altri.
Vittoriesi, pionieri delle cose impossibili, anche questa volta dobbiamo riuscire a farcela! Ci sarà il tempo di tirare le somme. Per adesso le uniche cifre che ci spaventano sono quelle dei decessi e dei contagiati, che non sono numeri bensì persone umane”.

Fin qui il comunicato di Aiello e senza volere entrare nel merito di questioni politiche che non mi riguardano, ma riguardano me come tutti gli altri vittoriesi che sentono il bisogno di avere un sindaco, chiunque questo sia, l’importante che sia l’espressione di un voto democratico, ritengo doveroso riconoscere a questo candidato, un atteggiamento che, pur se non si addice al suo carattere “turbolento”, lancia un invito ad una intera città, mettendo da parte per un momento, interessi che riguardano la politica.
A ciò vorrei aggiungere che sarebbe opportuno, nel limite del rispetto del rigore imposto dalla zona rossa, organizzare, prima che sia troppo tardi, un presidio medico presso quello che in tutta Italia e oltre le stesse frontiere dello Stivale, viene definito il mercato più importante sia dal punto di vista della produzione e commercializzazione, sia dal punto di vista dell’economia.
Un presidio che possa garantire a tutti, operatori del settore, commissionari, commercianti del luogo e di altre regioni della penisola, di lavorare serenamente e con la certezza che il lavoro non si trasformi in tragedia. Tale condizione, deve essere garantita anche nei magazzini di lavorazione dei prodotti ortofrutticoli.
Nessuno osi pensare di fermare il mercato, ma qualcuno pensi alla sicurezza di chi ci lavora a qualsivoglia titolo.
Per il resto e per quanto mi riguarda, denunce o no, vado avanti per la mia strada, con la dignità di chi fa un lavoro che ha bisogno della massima attenzione e professionalità, che va fatto con coscienza, conoscenza, verifiche, approfondimenti e trasparenza. Le denunce non mi intimidiscono e non mi fanno arretrare di un solo passo, io arrivo da lontano, da molto lontano, dagli anni in cui le gravi minacce giornaliere di rappresaglie e persino di morte, erano pane quotidiano.
Sono convinto che il senso di amor proprio e rivalsa della città, molto presto ci consentirà di uscire fuori dal tunnel e tornare a vivere una quotidianità più redimibile.

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