28 Novembre 2021

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Vittoria. Troppi morti per Covid in ospedale. Personale da elogiare ma sanità impreparata per emergenze e assenza di un rianimatore. La denuncia di un ex paziente.

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Vittoria. 4 gennaio 2021
La morte per Covid del professore Salvatore Occhipinti, uno stimato professionista titolare di una scuola privata e la forte denuncia del figlio Gianluca, anche lui contagiato e ricoverato insieme al padre, ma che adesso sta meglio ed è a casa in quarantena, potrebbe scatenare una vera e propria tempesta sull’organizzazione del reparto Covid del Guzzardi. Per onore di cronaca bisogna evidenziare che questi dubbi sono già stati sollevati per altri decessi, in particolare per la morte del collega giornalista Gianni Molè e per la scomparsa del farmacista Saro Guastella.
Adesso la denuncia sui Social di Gianluca Occhipinti, già assessore comunale in passato, una denuncia più dettagliata rispetto alle altre, in quanto chi pone il problema era nello stesso reparto e nella stessa stanza del padre, merita una attenta riflessione e, se dovesse servire l’avvio di quanto è necessario per evitare altre tragedie. Covid si, assistenza adeguata anche.
Non si può scaricare ogni responsabilità sui medici e sul personale parasanitario o sui volontari, tutti impegnati in prima linea, con la competenza e con la forza di volontà che hanno dimostrato e che stanno dimostrando per fronteggiare questa emergenza. Il problema, se c’è, va affrontato al vertice.
Di seguito riporto integralmente il post di Gianluca Occhipinti pubblicato su Facebook.

-Anche lui se n’è andato. A sei mesi dalla morte di mia madre, la sua adorata moglie. Un grande uomo che ha tanto amato e che ha dato molto a me e alle mie sorelle. Un uomo partito dal nulla che con la sua tenacia e con la sua bontà ha dato un enorme contributo alla nostra città. Un uomo che amava tutti soprattutto i giovani e i suoi studenti. Il prof Occhipinti. Un uomo che guardava alle soluzioni piuttosto che ai problemi.
Sarà stata colpa del covid o di una sanità sempre più impreparata e carente di fronte alle necessità prorompenti di mali improvvisi, piegata più all’aspetto economico aziendale e alle Ingerenze ataviche della politica anziché sulle reali necessità dei malati, sul loro sostegno psicologico… un sostegno psicologico fondamentale per i malati covid. Mio padre nella sfortuna è stato fortunato in quanto aveva accanto me. Io che gli parlavo, lo che lo sostenevo e che lo aiutavo nei momenti difficili della giornata. Di fronte a questo sistema noi persone diventiamo solo numeri soprattutto quando siamo anziani. Ovviamente mi riferisco a carenze strutturali e istituzionali, in quanto OSS, infermieri, medici e 118 del Guzzardi sono stati calorosi, pronti e sono tutti da elogiare per l’enorme rischio che corrono e l’impegno che mettono nei limiti strutturali del nostro ospedale. CERTO NON AVERE UN RIANIMATORE in reparto covid vuol dire tanto. Limiti che oggi risultano ancora più pesanti per i tagli subiti nel settore in questi ultimi trent’anni. Settori come la sanità, la scuola e la ricerca non possono subire tagli, questo deve essere un impegno per il futuro politico di questa povera Italia inerme. Questi settori necessitano di investimenti costanti per evitare che in situazioni come quella che stiamo vivendo oggi si ci trovi impreparati. Quanto accaduto a mio padre e ad altri amici spero possa servire a tutti noi come insegnamento. Il covid uccide ma anche e soprattutto la mancanza di strumenti e di competenze-.

Auspichiamo che i vertici dell’Asp esaminino con la giusta attenzione questa pagina di dolore che fa riflettere e,come precedentemente
scritto, accende un grande riflettore sulle carenze denunciate da chi ha subito perdite che lasciano segni indelebili.

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