Ragusa. 16.09.2026
Su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, il Giudice per le Indagini Preliminari del capoluogo ibleo ha emesso tre ordinanze applicative della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di altrettanti soggetti, due residenti a Pozzallo (RG) ed uno a Scicli (RG), gravemente indiziati di aver posto in essere condotte vessatorie e violente nei confronti dei propri familiari.
Le misure cautelari sono state eseguite dai Carabinieri della Tenenza di Scicli e della Stazione di Pozzallo che hanno svolto le indagini, coordinate dalla Procura di Ragusa, a seguito delle denunce delle vittime presentate presso i rispettivi comandi territoriali.
Nel primo caso, un uomo di 37 anni residente a Pozzallo avrebbe attuato condotte vessatorie tra le mura di casa nei confronti degli anziani genitori, arrivando in alcune occasioni a cagionare loro varie lesioni. Per tali ragioni l’uomo era stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari. Nonostante la misura restrittiva, il trentsettenne si sarebbe reso protagonista anche di maltrattamenti nei confronti della propria compagna, in presenza del figlio minore, motivo per cui è stata ritenuta necessaria l’applicazione della misura cautelare più afflittiva.
Nel secondo caso, un trentatreenne residente a Pozzallo avrebbe maltrattato l’anziano padre convivente, minacciandolo continuamente di morte, arrivando a danneggiare, durante un raptus di violenza, i mobili dell’abitazione. Anche per lui è stata necessaria l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.
Nell’ultimo caso, un trentanovenne residente a Scicli avrebbe maltrattato e usato violenza contro la compagna convivente, anche alla presenza dei figli, provocandole varie ferite al volto. Nonostante la sottoposizione alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa, il 39enne si sarebbe reso protagonista di nuovi episodi di violenza nei confronti della donna, che hanno richiesto l’applicazione della misura odierna.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa ed eseguita dai Carabinieri di Scicli e Pozzallo, ha consentito di scongiurare il sorgere di ben più gravi conseguenze nei rispettivi ambiti familiari.
Gli indagati dovranno rispondere del reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi nell’ambito della normativa del c.d. “codice rosso”.
Tutte le ipotesi accusatorie dovranno trovare conferma allorché verrà instaurato il contraddittorio tra le parti, come legislativamente previsto.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com