Una delle prime opere che, Vincenzo Paternò Castello, IV Principe di Biscari, volle portare avanti all’indomani del suo insediamento fu la ricostruzione, l’ampliamento e l’abbellimento della Chiesa Abbaziale, annessa al Castello. Notizie certe sui lavori di ampliamento possiamo dedurle da due contratti relativi alla fornitura di colonne e di capitelli. «Giorno ventuno di aprile 1708- si legge in uno di essi- Mastro Gaspare Sacco della terra di Comiso…si obbliga ad Antonino Marchisi di questa terra del Biscari…di fare…colonni rustici, portati a segno di palmi dui et un quarto di longhezza, palmi undici et un quarto al massimo di dudici e se più ve ne sarà bisogno a ragione di detti venticinque per ogni colonnina….in acconto di questo lavoro il detto Sacco con giuramento dichiara di aver ricevuto dal predetto Marchisi sei onze per il giusto prezzo…»(Archivio di Stato di Modica- Fondo notarile di Biscari-n.1 vol.8). Nell’altro contratto si parla invece della realizzazione di basi e capitelli con «pietra nigra» tratta dalle cave di Ragusa. «23 aprile 1708, mastro Iacobus Passalacqua e mastro Paulus Comitino della città di Ragusa….debbono fare pezzi d’intagli, ovvero dudici basi…e più dudici capitella… epiù cinquantadue menzoli…e più otto menzoli di sotto palmo….e più altri dieci mensoli…secondo il disegno e misure datoli, quali intagli devono essere della pirrera della petra nigra di detta città di Ragusa e posti in questa predetta terra del Biscari…per il prezzo, il costo di trenta onze in acconto…con giuramento dichiarano di aver ricevuto…sei onze e tutta la rimanenza man mano che vengono ultimati i lavori entro il 24 giugno 1708.» (Archivio di Stato di Modica- Fondo notarile diBiscari n.1, vol.8). Oltre all’ampliamento ed al restauro della chiesa Abbaziale, il Principe Vincenzo, restaurò ed ampliò anche il Castello con la costruzione dell’imponente facciata settecentesca, lo dimostra un contratto stipulato con un falegname ed un fabbro di Catania il 5 febbraio 1712, relativo a centodue porte e centodue finestre con le rispettive serrature. (Archivio di Stato di Catania- Fondo notarile, II vers. N. 1254).
Fonti: Don Rosario Di Martino, «Biscari e il suo Santo che sorride»

